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Intervista all’avv. Maria Pia Sabatini: separarsi da amici è possibile?

L’avvocato Maria Pia Sabatini è un’esperta di diritto di famiglia e matrimonialista. Autrice di numerosi studi, articoli e libri, ha pubblicato con Armando Curcio Editore, a quattro mani con Tiberio Timperi, il libro Amarsi sempre! Sposarsi?.
Uno spaccato delle storie di divorzi e di situazioni difficili, nelle quali si trovano uomini e donne per la disonestà, morale ma anche di fatto, degli ex compagni. Ma non sono solo donne i protagonisti: infatti, esattamente alla pari come numero ma anche come amarezze, ci sono gli uomini, i quali si ritrovano in guerra per i figli senza la possibilità economica di ricostruirsi una vita, dormendo su un divano in casa dei genitori. Il terreno sul quale si è mosso il legislatore è talmente delicato che non risparmia né l’una né l’altra parte. Quello che ci vorrebbe infatti non è una legge, ma una civiltà di fondo che non esiste, una generosità e nobiltà d’animo che non fa parte di questi anni vuoti, della civiltà dell’avere! Da queste amare storie di vita quotidiana, gli autori prendono spunto per riflettere sull’istituto del matrimonio e sulle leggi che lo regolano .
Spesso le leggi vanno bene per la società, ma quando poi si scende nei microcosmi dei singoli individui si scopre che se ad esse non ci si accosta con la necessaria umanità e nobiltà d’animo, sono spesso armi nelle mani dei due contendenti. Non solo, ma si riflette, come fanno i due autori e attraverso il loro libro, sull’opportunità di certi matrimoni fatti alla leggera oppure per liberarsi dai genitori, o ancora per motivi così differenti dall’amore, un sentimento del quale spesso si conosce solo la versione patinata dei fotoromanzi o comunque della cultura televisiva dei feuilleton rosa. E allora si scoprono queste storie di ordinaria violenza, nelle quali vengono coinvolti dei figli spaesati, spesso a loro volta armi nelle mani dell’uno o dell’altra per ricattare o per ferire l’altra parte che improvvisamente si trasforma nel nemico peggiore; qualcuno da odiare, perché l’amore non c’era, ma l’odio c’è eccome in queste storie di vite distrutte. Distrutte da cosa? Da una scelta sbagliata, fatta spesso per assecondare i destini imposti dalla sottocultura, dall’incapacità di realizzarsi come individui: il matrimonio. Gli autori da una parte contribuiscono a farci riflettere per far sì che da una parte ci si sposi quando si è sicuri delle affinità e dei sentimenti, e dall’altra rivolgono un appello a chi si trova in una fase di separazione a non comportarsi come un nemico, ma ad accordarsi civilmente con il coniuge, nel supremo interesse dei figli di entrambi. Figli che non smettono di essere tali perché ci si separa dal coniuge, e non sono armi di ricatto nei confronti del padre, attraverso la limitazione del tempo da passare con loro.
Abbiamo incontrato l’avvocato Maria Pia Sabatini e, come nello stile al quale oramai abbiamo abituato i nostri lettori, le abbiamo chiesto un’intervista che ci ha gentilmente concesso:
Gentile avvocato, lei è un’esperta matrimonialista e divorzista, quindi conosce bene la situazione: ma la gente si sposa con poca serietà?
Per alcune persone il matrimonio è un punto di arrivo e non un punto di partenza. Si affronta il passo con superficialità e con la convinzione che, se va male, comunque ci si può separare con altrettanta facilità. La crisi, in un progetto così insensato, è incombente. Entrano in gioco futili fattori e sogni infantili che spesso si frantumano nella quotidianità, nella coabitazione, quando ci si trova ad affrontare i problemi veri, avvolti dalle nubi delle incomprensioni si perde la rotta, la coppia naviga in balia di onde insormontabili e l’unica via d’uscita sembra essere la separazione – ma non necessariamente lo deve essere – la liberazione veloce e indolore da un vincolo pesante, da un carcere e non da un progetto di vita, perché di progettuale non vi è nulla in tali unioni.
Secondo il suo parere, la donna è ancora nella posizione più debole di fronte a un divorzio? E perché? La normativa è adeguata?
Di fronte a un divorzio la donna è stata debole fino agli anni Settanta; poi le cose sono cambiate e sicuramente le nuove norme hanno determinato una situazione più tutelata e, con il passar del tempo, molto favorevole per le donne rispetto agli uomini che si separavano, soprattutto nel caso in cui vi fossero anche dei figli.
La legge sull’affidamento condiviso è stata pensata nell’ottica di equiparare i ruoli tra i genitori e porre fine a decenni di affidamenti esclusivi alle madri, concentrando l’attenzione sulle esigenze dei minori. Tuttavia non ha cambiato quelle che erano, sono e forse rimarranno per sempre, delle roccaforti. I figli devono pur avere una residenza stabile e quindi, secondo i nuovi termini di legge, vengono collocati e non più affidati ad un genitore. Cambiano i termini, ma le situazioni sono sempre le stesse: a tre anni dalla sua promulgazione le collocazioni dei minori presso le madri prevalgono, senza una previa accurata indagine e analisi della situazione, e persone poco serie, concentrate più sui propri interessi che su quelli dei figli, possono anche abusare del ruolo affidato loro. Naturalmente non tutte le persone sono uguali e vi sono tante madri in gamba a cui corrispondono altrettanti padri capaci e desiderosi di curare, accudire e crescere i propri figli, rimanendo presenti nella loro vita.
Qual è il motivo di crisi più frequente della coppia del 2009, secondo la sua esperienza?
Parlare di relazioni extraconiugali come motivo predominante sarebbe come voler trovare un capro espiatorio in un campo che di motivazioni ne ha in quantità. È anche vero che, comunque, il tradimento è il motivo che più colpisce emotivamente e ferisce il senso morale la fiducia, ma non sempre è il motivo scatenante, semmai si tratta di una conseguenza della crisi che sta a monte. Spesso nella coppia manca il dialogo dall’inizio, la comprensione, la benevolenza e il rispetto per la vita dell’altro, nel senso della condivisione, della solidarietà. Prima di essere marito e moglie, bisogna essere amici. Mantenere vivo il rapporto negli anni, consapevoli che gli anni cambiano le persone e la crescita e il cambiamento, nel fisico e nel carattere, sono inevitabili. Bisognerebbe quindi imparare ad adeguarsi reciprocamente ai cambiamenti, sforzandosi di comprendere e avere considerazione dell’altro, mostrargli la propria stima. È un lavoro faticosissimo e non tutti sono pronti a questo sacrificio. Arrendersi è più facile.
Domani la seconda parte dell’intervista! Leggila QUI.
Il libro dell’avvocato Maria Pia Sabatini e di Tiberio Timperi Amarsi sempre! Sposarsi? è disponibile nelle migliori librerie ed edicole, e telefonando al numero verde 800-834-738.
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