Professione Informare
- Home
- Articoli
- Caso Berlusconi-Noemi: ne parliamo con Patrizia e Giada De Blanck
- Comunicazione e linguaggi: intervista alla d.ssa Ceroni
- E-book: il futuro alla Fiera di Torino
- E-commerce: in crescita ma lontani dall’Europa
- Editoria: Google incappa nell’antitrust
- Metodo Montessori vs. educazione autoritaria chi ha ragione?
- Quotidiani: i paradossi di una crisi profonda
- E-book
- Interviste
- Dalla parte dei bimbi: intervista a Maria Romeo
- E-commerce: il futuro del commercio?
- Editoria digitale: intervista a Robin Good
- Grandi firme on-line: Stefano Jurgens
- Intervista a Marco Davide
- Intervista all’avvocato Antonia Lucchesi: diritto di famiglia e adozioni
- Intervista alla dietologa e nutrizionista dottoressa Laura Garnerone
- Medicine non convenzionali: intervista al dott. Rocco Carbone
- Pnl e sanità: intervista al dott. Pensieri
- Sessuologia e vita di coppia: intervista alla dottoressa Milena Milone
- Mini inchieste
- Il coaching trasformazionale: Matt Traverso spiega
- La signora Maria Romeo parla di “Dolci senza colesterolo”
- La triade medicale: Allopatia, Omeopatia, Naturopatia
- Le adozioni
- Nutrizione ecologica: l’opinione della dottoressa Laura Garnerone
- PNL, Ipnosi e Coaching Quantum: parliamone con il dott. Marco Paret
- Smettere di fumare
- Pianeta Curcio
Matt Traverso: il coaching trasformazionale

Ecco, come previsto, la seconda parte dell’intervista a Matt Traverso, anche se definirla intervista è un po’ riduttivo perchè è stata più un’esperienza emozionante e coinvolgente. In questa seconda parte Matt affronta i valori alla base della sua metodologia, la sua definizione di PNL e tanto altro.
Matt, spieghiamo cosa vuol dire esattamente approccio a 360°, altrimenti rimane una formula vuota, e mi sembra di capire che fai uno sforzo per distanziarti da certe esperienze che probabilmente cercano di cavalcare la tigre a scopi commerciali.
Hai perfettamente ragione, Paolo, questa è una cosa alla quale tengo moltissimo; far capire che il vero coach non è uno che arriva e spara le sue belle frasi con contorno di falsa sicurezza, ma alla prima avvisaglia di un problema più profondo si tira indietro dicendo che lui non è un terapeuta.
I grandi coach, al contrario, non si tirano indietro davanti ai problemi psichici che molto spesso si trovano davanti.
Li aggrediscono, e sono in grado di risolvere problemi radicati, abitudini e dipendenze deleterie. Ho avuto in carico casi di dipendenza da sostanze come cocaina e psicofarmaci, anche di grossi manager; una signora milanese che fumava 3 pacchetti di sigarette al giorno da 30 anni ha avuto con me un colloquio di 5 ore e ha smesso. Durante una sessione “one to one” come questa di cui vi parlo, la cosa più interessante è vedere come gli ostacoli che le persone si mettono davanti ad arte cadano uno ad uno, e quello che rimane è un essere umano nudo ma vero, forte e autodeterminato, una rinascita che ha del miracoloso a volte!
Ti voglio fare un esempio, così, per dimostrarti in pillole come funziona la mente umana:
Se ti dicessero che se da qui a 24 mesi fumi una sigaretta tuo figlio morirebbe, la fumeresti?
Oppure se ti dicessero che se da qui a 24 mesi non fumerai una sola sigaretta vinceresti un milione di euro, quali sarebbero le tue risposte?
Certamente no alla prima e certamente no anche alla seconda vero? Anzi ti sembrerebbe persino troppo facile se solo di questo si trattasse, vero?
Ma allora non è vero che è impossibile per te, è vero invece che non vuoi smettere!
L’essere umano può fare quello che veramente vuole, tutto! La consapevolezza è fondamentale. Lo stato emotivo necessario perché una cosa accada, una decisione venga presa, non è una cosa che ha bisogno di tempo per succedere, può essere adesso! È solo una questione di consapevolezza, di conoscenza di come avvengono i cambiamenti dentro di noi. Il coaching trasformazionale è finalizzato al cambiamento radicale, allo scardinamento delle vecchie abitudini che ci tengono avvinti, al superamento delle paure e delle fobie che ci impediscono di essere consapevoli delle nostre potenzialità, della forza che c’è nascosta in ognuno di noi sotto a una cortina di codardia, di scuse, di debolezza, di paura di uscire fuori dalla nostra “comfort zone”.
Già, se ne fa un gran parlare di questa confort zone, ma cosa è esattamente?
La comfort zone è quel punto al quale siamo arrivati, quell’equilibrio al quale siamo abituati, quella zona grigia che sappiamo ci farà sentire meno dolore possibile, il ventre psichico nel quale ci rifugiamo, dove tutto è sotto controllo. Ma è anche quel punto dove non c’è crescita, non c’è superamento né evoluzione; è piatta, lineare priva di sensazioni forti, è la nostra codardia!
Il coaching trasformazionale è finalizzato a creare quell’intensità emotiva tra coach e cliente, atta a spostare questo punto, o meglio atta a far sì che noi stessi ci muoviamo verso un equilibrio superiore, fuori dalla nostra zona di confort per arrivare al quale dobbiamo crescere.
Beh, indipendentemente dal fatto che uno sia d’accordo o no con quello che dice o che sia più o meno convinto da queste teorie, il suo modo di parlare, di esprimersi, di coinvolgere l’interlocutore è di un’intensità fuori dal comune, non si riesce a rimanere indifferenti; in questa intervista mi ha travolto! È veramente incredibile l’energia che emana da questo ragazzo; quando lo avevo conosciuto pensavo dentro di me: «ah sì, il solito americano entusiasta, ma ci saranno poi i contenuti? Sarà valido il suo modo di esporre i suoi pensieri, le sue teorie?» Invece mi ha riempito di domande e di risposte; ha creato quell’atmosfera di “qualcosa di speciale”, quando senti che quello che accade è particolare.
Vedi Paolo, riprende Matt, il sistema è strutturato per far sentire alla gente solo due cose: il piacere e il dolore. Attraverso questi due stimoli si può ipnotizzare la gente, ed è quello che fa la pubblicità, quello che fa la medicina tradizionale; i dottori eliminano i sintomi con le medicine, ma le cause? Tutto è solo piacere e dolore!
Il coaching trasformazionale ci libera attraverso tecniche ad alta intensità che ci costringono alla consapevolezza, che ci spingono fuori dalla nostra zona di comfort. Fuori da quella zona non resta che una possibilità: migliorare, crescere .
La PNL è l’inizio di questa consapevolezza, di questa libertà!
Sappiamo che sei stato a lungo collaboratore di Anthony Robbins, il “guru” del coaching e della PNL. Cosa ci dici di questo personaggio quasi leggendario, uno dei padri di questa materia cosi affascinante?
Sono stato collaboratore di Tony Robbins per molti anni. Non ti nascondo che di quel periodo fanno parte alcune delle esperienze di formazione più significative della mia vita. Ricordo quando preparavamo il Life Mastery, in Polinesia, la sera si facevano delle riunioni fino a tarda ora discutendo, confrontandoci. Il dono più importante che ho ricevuto da Tony è stato l’insegnamento, attraverso l’esempio, dell’essere totalmente coerenti con quello che si insegna. Essere un coach non è un lavoro, lo si è sempre, è un modo di essere, di vivere. Al di là delle circostanze e dei luoghi si è coerenti con il proprio modo di essere, con quello che si insegna agli altri, altrimenti che credibilità potresti avere?
Quello che ricordo di Tony Robbins è la sua coerenza al 100%, è la stessa persona sul palco del seminario così come nella sua vita privata; il suo impegno e la sua energia sono inesauribili, una lezione di vita e di coerenza che non può lasciarti indifferente. Un personaggio davvero, di grande spessore.
Il non fermarsi mai, il raggiungere sempre nuovi livelli di energia e di crescita, ecco cosa mi ha dato Tony Robbins.
Matt, siamo in conclusione, dacci una tua definizione di PNL: cos’è la PNL per Matt Traverso?
Ha voluto che rileggessi la definizione due volte, per essere sicuro che avessi capito quello che voleva dire; ecco come ha risposto a questa domanda:
La PNL è l’impatto del linguaggio verbale e non verbale sul nostro sistema nervoso, che influisce sui nostri stati emotivi, i quali determinano le nostre azioni e decisioni, l’insieme delle quali è la vita.
Ci siamo lasciati con questa definizione, con la promessa di risentirci a breve per vari progetti che realizzeremo insieme per la Armando Curcio Editore. Mi ha lasciato la sensazione di aver parlato con un uomo fuori dal comune, una persona che vale comunque la pena di ascoltare senza lasciare il nostro senso critico, ma con la giusta predisposizione a capire quello che con tanta forza cerca di comunicare. In fondo non rischiamo niente! Al massimo saremo delle persone migliori!
Ciao Matt Traverso, a presto.
Paolo Orlando
In arrivo un’intervista speciale con il dottor Marco Paret, formatore, esperto di PNL, di ipnosi e di metodi di apprendimento del linguaggio.
- No comments yet.
- No trackbacks yet.




