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Sessuologia e vita di coppia: intervista alla dottoressa Milena Milone

L’amore è un elemento che manca nella vita di tante persone. Ma è anche qualcosa senza cui non si può vivere felicemente. Perché non riusciamo più ad amare? Perché nelle società sviluppate non c’è più passione, ma solitudine? Perché tante coppie hanno problemi nella sfera sessuale?
Nell’ambito delle interviste ai nostri autori di riferimento in questo progetto, non poteva mancare la dottoressa Milena Milone, sessuologa, terapista, esperta di problemi della coppia. Per la Armando Curcio Editore Milena Milone ha pubblicato Vivere senza Amare e, più recentemente, Donne Spezzate. Dall’intervista scaturisce una personalità ricca di sensibilità e di professionalità, che ci ha dato delle risposte per niente scontate e nelle quali vibra una grande passione. Ve le proponiamo di seguito, senza altri interventi da parte nostra:
Dottoressa, viviamo in un momento nel quale l’amore è sempre più difficile: aumenta in maniera rilevante il numero di persone sole (una volta erano single, adesso c’è il sospetto che siano piu semplicemente – e anche, mi si permetta, tragicamente - sole). Qual è la spiegazione che ce ne dà un’esperta come lei?

La solitudine nella società moderna, dunque nel mondo industrializzato, corrisponde a quella forma di presunta indipendenza dall’altro che l’essere umano, tramite la tecnologia, crede di aver raggiunto. Il concetto “io basto a me stesso”, più tipico del maschio che non ha bisogno, come la femmina, del seme per esser ingravidata, e che per questo motivo può scambiare il sesso per amore, crea la solitudine anche nell’altra metà. Le donne, che oggi non vogliono sentirsi seconde a nessuno, per contro emulano il comportamento del maschio, e il cerchio si chiude.
L’amore è di diverse tipologie: c’è l’amore filiale, quello di coppia, quello tra fratelli e sorelle; se potessimo tracciare delle linee di trend come in un grafico cartesiano, c’è qualche tipologia che migliora, che si afferma? La sensazione è che i legami di sangue siano gli unici ad aver resistito al “grande freddo” delle società moderne; qual è il suo pensiero in proposito?
Purtroppo non credo molto ai legami di sangue, soprattutto a quelli di oggi. Succede invece che molte madri che hanno uno o due figli al massimo, si stacchino da loro con molta difficoltà. Dei loro figli si dice che siano “mammoni o bamboccioni”, in realtà sono le mamme che, deluse dai loro mariti, cercano nei loro figli affetti alternativi. Tuttavia questo non è amore, ma piuttosto un sentimento di tipo egoistico. Secondo la mia esperienza, i legami che tengono di più sono quelli amicali perché è solo tra amici che, a volte, si ha il coraggio di ammettere i propri limiti e i propri difetti.
Un’affermazione contenuta nel suo libro mi è parsa un’intuizione folgorante: più la tecnologia ha reso comodo e facile il comunicare, e ha effettivamente avvicinato i continenti e le persone, più ha distrutto o contribuito a distruggere i rapporti “veri”. Perché succede, secondo lei? È possibile che quello per cui non si deve lottare non sia poi percepito come una cosa di valore per la quale soffrire, amare, contribuire, insomma vivere?
La forma di onnipotenza che ha pervaso le menti di molti non può, per definizione, aver aumentato le capacità affettive. Se io non posso morire se non in età molto avanzata, e nel frattempo posso permettermi tutto ciò che mi procura piacere, perché mai dovrei desiderare l’amore di una donna – uomo – che se mi rifiutasse mi getterebbe nello sconforto? Poche persone continuano a credere che solo attraverso l’amore partnerale si possa davvero assaporare la vita.
Quale messaggio dare e, soprattutto, come veicolarlo agli adolescenti? Sono quelli che vivranno, quarantenni, tutti questi cambiamenti non certo positivi per via della solitudine, del disgregarsi delle relazioni, della mancanza di amore. In fondo i loro genitori, da giovani, un’età della passione l’hanno vissuta, e loro?
Credo che il problema per i giovani sia molto più serio di quanto si possa immaginare. Non solo i ragazzi si preoccupano poco o nulla di procacciarsi gli affetti, ma imparano velocemente a fare soldi e a rincorrere piaceri alternativi ai sentimenti. Droga, tuffi nel mondo virtuale, associazioni con la piccola delinquenza e altro. Sono stati proprio i loro genitori a non insegnare loro cosa sia l’amore. Le separazioni coniugali sono in continuo aumento e quasi nessuno enfatizza il piacere dei sentimenti. I maschi cercano di diventare calciatori e le femmine cercano di diventare delle “veline” o, in mancanza del raggiungimento di questo traguardo, cercano di farsi sposare da calciatori o uomini del genere (molto ricchi anche se poco colti). Per fortuna i giovani non sono tutti così, ma credo che la maggioranza non dovrebbe renderci orgogliosi di come li abbiamo cresciuti.
Dottoressa, come trovare l’amore? Cosa consiglierebbe a una donna o a un uomo che hanno fallito la loro prima e grande illusione di rapporto, e si ritrovano soli?
Personalmente consiglio a tutti, maschi o femmine, di saper conoscere i propri limiti, di riuscire a non voler primeggiare, a non rivaleggiare, a lasciare spazio all’altro/a, a rispolverare il concetto di amore, che non vuole dire prendere qualcuno e usarlo per essere felici, ma vuole dire prendere qualcuno e preoccuparsi di renderlo felice.
È d’accordo che il boom delle scuole di danza, dei club per single, dei siti di dating e cosi via sia la manifestazione di un bisogno (quello di amare) che non si riesce più a soddisfare, e che però è ancora così fondamentale per l’equilibrio nella vita di un uomo e di una donna?
Sono convintissima che tutti gli esseri umani, che lo ammettano oppure no, desiderino fortemente amare ed essere amati. Oggi però abbiamo bisogno di un paravento per ottenere l’amore. Ci vergognamo di dire apertamente che daremmo anni di vita per vivere felici, con semplicità, insieme a un partner. Allora ci infiliamo dovunque ci sia la possibilità di incontrare qualcuno che si accorga di noi. Non è questa la giusta modalità per disporsi all’amore. Sarebbe molto meglio dimostrare la nostra debolezza.
È vero che gli uomini e le donne sianno così diversi tra loro quando si tratta dell’amore? Ovvero che gli uomini vengano da Marte e le donne da Venere, oppure di fronte ai sentimenti tutti siamo e reagiamo allo stesso modo?
Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, questo è sicuro. Per la donna ammettere di aver bisogno dell’uomo è abbastanza usuale ed è pure evidente. Ci sono moltissime donne che, pur di non perdere il loro compagno, accettano da lui qualunque sopruso. Questa condiscendenza tuttavia non riguarda solo gli affetti, ma anche e soprattutto quella forma di protezione di cui la femmina ha ancora bisogno nella società. Il mondo, anche il nostro così avanzato e progredito, è sessista, che lo si voglia ammettere oppure no.
Lei è consulente di coppia e sessuologa: quali sono i mali piu eclatanti delle coppie di oggi ? Chi si rivolge a lei, cosa non riesce a risolvere da solo?
Non potrei fare una lista dei problemi che la coppia denuncia riguardo alla sessualità. Per fare un compendio che comunque renda l’idea, dirò che i due generi non sanno più fare l’amore. Da quando il sesso è diventato libero anche per le donne, i maschi non si sentono più cacciatori, e questo li demotiva. La femmina si aspetterebbe finalmente la sua razione di godimento e sollecita il compagno. Il sesso è innanzitutto spontaneità. Se si legge Boccaccio, pur con il contorno della sempiterna prostituzione, ci si rende conto di quanto lontani si sia da quel mondo e quanto la pornografia, e tutto ciò che di distorto si sia inserito nel rapporto sessuale di coppia, abbia allontanato i due.
A un giovane o una giovane che volesse intraprendere la carriera di sessuologo, che consigli si sente di dare? Sa che una delle cose che spesso ci chiedono i nostri lettori è che tipo di studi fare per diventare un esperto in questo campo perché, nel nostro Paese, non ci sono studi specifici e si trovano in una grande confusione.
Sono consapevole del fatto che non si studi abbastanza il modo della sessualità. Io stessa mi sono formata all’estero. Credo tuttavia che chi si sente davvero portato per questa professione si possa avvicinare a tutta la bibliografia a riguardo anche con una semplice laurea in lettere, come ho fatto io. Ciò che conta è la sensibilità che si mette in atto quando ci si trova davanti a situazioni difficile e dolorose per chi le vive. Se queste persone vogliono contattarmi potremmo aprire un angolo che riguardi questo tipo di studi. Non esiste ancora un albo professionale che includa o escluda chi si occupa di problemi di coppia. È però necessaria una laurea.
Ultima domanda: tornerà una stagione delle passioni? Dell’amore romantico? Perchè tutti sembrano averne bisogno e non succede?
Credo che se questa stagione arriverà io, per quanto longeva possa essere, non la vedrò di certo. In ogni modo non ci sarà più l’amore classico che qualcuno di noi ricorda. Forse è anche giusto che tutto si trasformi, tuttavia qui non si tratta di vedere i sentimenti in modo diverso e magari più moderno, si tratta proprio di sovvertire l’importanza dei valori attuali (denaro, carriera, successo…) con quelli dei sentimenti a tutto tondo, dall’amore per il partner a quello per la natura, per l’arte, per gli animali, e così via.
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