Grandi firme on-line: Stefano Jurgens

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Due righe di biografia, come sempre.

Figlio di Maurizio Jurgens, storico autore e regista, dopo aver conseguito la maturità scientifica frequenta la scuola di cinema. A 22 anni inizia a lavorare come direttore della fotografia. Di lì a poco inizia a comporre i testi di alcuni brani per Gianni Morandi, tra cui Sei forte papà che venderà nel mondo oltre otto milioni di copie.
Nel 1977, Corrado gli chiede di collaborare con lui come autore: il primo frutto del lungo sodalizio (durato vent’anni) sarà la seconda edizione di Domenica In, che Corrado aveva ideato un anno prima. In seguito verranno altre celebri trasmissioni televisive, come La corrida e Il pranzo è servito. Nel frattempo scrive anche la canzone Carletto, cantata da Corrado e dal figlio di Stefano, Simone Jurgens, che all’epoca aveva 3 anni.
Successivamente diventa autore di vari programmi per Paolo Bonolis, tra cui Tira e Molla e Il Gatto e la Volpe, ideati da Corrado, Ciao Darwin, Chi ha incastrato Peter Pan? e un’edizione recente di Domenica In. Lavora inoltre all’edizione 2005-2006 de L’eredità.
Da settembre 2006 si occupa della nuova edizione di Buona Domenica condotta da Paola Perego.
Ha fondato la Piccola Accademia della Comunicazione e dello Spettacolo.
A Gennaio 2009 è uscito il suo primo libro, dal titolo Nel cognome del Padre per Armando Curcio Editore.

Abbiamo incontrato Stefano Jurgens nella sua Piccola Accademia della Comunicazione e dello Spettacolo, di cui va molto fiero. Ecco il succo del colloquio.

Gentile signor Jurgens, dal suo libro Nel cognome del padre, pubblicato da Armando Curcio Editore, apprendiamo che ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo seguendo suo padre. In questo importante percorso di formazione c’è un episodio significativo che ha influenzato le sue scelte? Ce lo può raccontare?

Ricordo che, quando ero ancora un ragazzino, qualche volta mio padre mi portava con lui nella sede Rai di via Asiago, dove registrava le puntate della trasmissione Gran Varietà, di cui era appunto autore. Io ero nella sala regìa accanto a lui ed ero completamente affascinato e incantato da questo mondo. Forse fu proprio in quei momenti che dentro di me decisi, in qualche modo, di seguire un giorno le sue orme.

Ancora due domande su giovinezza e formazione: cosa ricorda della scuola del cinema che ha frequentato? Cosa le è rimasto delle indicazioni dei suoi professori?

La scuola del cinema che ho frequentato era a Roma presso ponte Marconi. Dopo il liceo scientifico, chiesi a mio padre di provare a lavorare nello spettacolo e lui mi iscrisse lì. In quella scuola entrai per la prima volta nei teatri di posa, vidi le prime telecamere e imparai a conoscere le macchine da presa. Studiai produzione, storia del teatro, storia del cinema, e tante altre cose. Ricordo con affetto i professori e i miei compagni, tra i quali c’erano Ricky Tognazzi, Walter Veltroni, Paola (la fidanzatina di Claudio Baglioni), Roberto De Laurentiis, e tanti altri. Dai miei professori ho imparato che nello spettacolo bisogna saper fare un po’ di tutto, dallo spostare i cavi elettrici a posizionare le luci, a prescindere dalla specificazione scelta.

Come si fa a comporre una canzone come Sei forte papà e vendere milioni di copie? Ispirazione, tecnica… c’è una formula segreta?

Sei forte papà è stato il mio primo successo discografico, oltre otto milioni di copie vendute nel mondo. Per scrivere una canzone, in genere, non ci sono regole precise, io di solito scrivo il testo sulla musica e mi lascio trasportare dalla musica stessa, entro nelle emozioni che essa mi dà. Poi ci vuole un’ispirazione per l’idea portante, cuore ed esperienza, saper giocare con le parole… e molta fortuna.

Lei ha avuto un lungo sodalizio artistico con Corrado, per oltre 20 anni. Ci sono aspetti meno conosciuti del compianto presentatore che può confidarci?

Corrado era, anzi per me è perché lo considero ancora vivo e accanto a me, una persona semplice, genuina e timida. Era uguale in tv e nella vita, a differenza di molti che invece recitano un ruolo davanti alle telecamere. Corrado mi ha fatto da fratello maggiore, dandomi consigli e piccoli rimproveri. Con lui nella vita di tutti i giorni si rideva sempre. Tra i suoi aspetti meno conosciuti c’è una spiccata spiritualità, che non esprimeva per pudore, ma che qualche volta sono riuscito a tirare fuori.

Domanda di attualità: sarebbe d’accordo con la proposta di trasformare una delle reti Rai in un canale dedicato alla cultura senza pubblicità? Informazione e intrattenimento: come trovare equilibrio senza perdere il gradimento del pubblico?

In linea di massima sarebbe molto gradita una rete senza le interruzioni pubblicitarie, occorre però capire come potrebbe sopravvivere economicamente. Per informazione e intrattenimento, bisognerebbe sperimentare, se fosse possibile, idee e contenuti senza l’assillo dell’auditel. Chi fa tv, purtroppo, impone format che spesso il pubblico non gradisce, ma che in mancanza di altre offerte è costretto a guardare, facendo così crescere l’ascolto. Ma gli indici di ascolto e il gradimento sono secondo me due cose distinte. Infatti diversi anni fa si analizzavano sia gli indici di ascolto che quelli di gradimento. Proviamo a fare programmi e chiedere il gradimento del pubblico a prescindere dagli ascolti.

Ancora sulla televisione: quale sarà il canale comunicativo del futuro? Che ne pensa della web television? Che prospettive avrà?

La web television, insieme ai canali tematici satellitari e alla tv su videofonino, saranno secondo me veri protagonisti del futuro multimediale. Sia per la vastità delle proposte, sia per la brevità dei contenuti, sia per possibilità che danno all’utente di costruirsi un palinsesto veloce personalizzato.

Le piace scrivere? Come supera la sindrome del foglio bianco? Meglio puntare su tecnica e disciplina o guardare il mondo con curiosità e aspettare l’ispirazione con leggerezza?

Meglio scrivere quando si ha qualche cosa da raccontare, e non cercare a tutti i costi un’idea. Secondo me, per poter scrivere qualche cosa, occorre riuscire a superare la barriera materiale, quella che ci pone cioè il mondo in cui ci muoviamo, ed entrare in quello più spirituale… il mondo dei sogni. Io, ad esempio, spesso mi immergo nella musica e lascio che l’anima voli ad afferrare un’idea. Poi, con molto cuore e un po’ di tecnica, si può iniziare a buttare giù una struttura e a concretizzarla sul cosiddetto foglio bianco.

Che consigli si sente di dare a un giovane che volesse dedicarsi alla professione di autore per la televisione? Ci sono particolari studi o esperienze che consiglierebbe?

A chi volesse tentare il mestiere dell’autore, consiglierei innanzi tutto di leggere molto, qualunque cosa. Consiglierei di guardarsi intorno, perché c’è sempre uno spunto che ti viene offerto, per esempio dalla e dalle sue storie. Ovviamente per fare l’autore occorre conoscere delle tecniche di base, e quindi occorre studiare ma anche sviluppare la creatività e, soprattutto, avere una certa facilità di scrittura. Poi, quando possibile, fare tanta, tanta gavetta.

Ci parli della sua Piccola Accademia della Comunicazione e dello Spettacolo… Al momento ci sono progetti che può anticiparci?

La mia Piccola Accademia della Comunicazione e dello Spettacolo per fortuna non è più tanto piccola. L’ho creata con l’intento di formare tanti giovani e meno giovani nei mestieri dello spettacolo. Lo spettacolo, in genere, è il sogno di molti, ma per entrarci in modo serio bisogna studiare e faticare, meglio dirlo subito. I progetti sono quelli di continuare a ingrandirci per fornire servizi migliori e più completi di quanto si riesca a fare ora, e come scopo finale c’è quello di diventare non solo la prima accademia italiana, ma anche una grande casa di produzione, che dia contenuti a tutti i nuovi soggetti multimediali, attingendo le professionalità direttamente dai nostri studenti.

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