Archive for category spettacolo

Il mondo del Fantasy: la trilogia di Lothar Basler

TRILOGIA_lothar

E’ in tutte le librerie la trilogia di Marco Davide, dedicata alle avventure di Lothar Basler, un trittico di romanzi fantasy che sta avendo un grande successo presso i giovani lettori, ma anche presso tutti gli appassionati del genere, che a ben guardare non hanno età nel senso che appartengono veramente a tutte le fasce. Forse perchè il Fantasy va bene per tutti, per chi ha ancora il gusto delle fiabe e per chi cerca un evasione in un mondo con degli ideali ben definiti e nei quali è facile immedesimarsi.

La lotta tra il Bene e  il Male, i personaggi con storie eroiche alle spalle e con caratteri schivi ma pronti alla generosità, sono tutti leit motiv di questo tipo di letteratura che ha annoverato veri e propri capolavori nelle sue fila. Citiamo il “Signore degli Anelli” o la “Storia Infinita” giusto per fare qualche titolo. Proponiamo oggi una intervista a Marco Davide l’autore della Trilogia di Lothar Basler edito da Armando Curcio Editore che sta riscuotendo un giusto successo, nelle migliori librerie italiane, in questi giorni. Lothar Basler è un eroe, ma prima di tutto un uomo. Accanto a sé ha solo pochi, fidati amici. Nel suo passato, una ferita indelebile che ancora sanguina. Nel suo futuro, un pericoloso intreccio di Potere e Destino. La sua vicenda si delinea in un mondo cupo, uno scenario di tenebra che impone agli uomini di farsi eroi. Una trilogia fantasy dal sapore gotico, dove il fantastico serpeggia sotto la superficie della realtà.

Per leggere l’Intervista all’Autore  CLICCA QUI

Per acquistare la Trilogia di Lothar Basler con il 40% di sconto  CLICCA QUI

  • Share/Bookmark

, , ,

No Comments

Grandi firme on-line: Stefano Jurgens

pic.php

Abbiamo incontrato Stefano Jurgens mentre era qui alla casa editrice per uno dei suoi progetti in partnership con noi. Ne abbiamo approfittato per fargli qualche domanda su argomenti che non avevamo approfondito la volta precedente. Stefano, sempre disponibilissimo, ci ha risposto così:

Buongiorno dottor Jurgens, le rubiamo qualche minuto per la rubrica Grandi firme on-line. Ci racconta cosa sta facendo in questo periodo?

Sono pieno di lavoro e tanti progetti stanno concretizzandosi, però in questo momento in particolare sto realizzando dei numeri zero, o numeri pilota, per testare nuovi conduttori di programmi storici, anche di mia proprietà, come Il pranzo è servito e Tira e Molla.

Ci sono personaggi nuovi sulla scena televisiva italiana? Qualcuno che le piaccia?

Sinceramente sulla scena attuale vedo sempre le stesse facce, ed è per questo che sto facendo un lavoro di ricerca di volti e personaggi nuovi.

Lei usa in modo molto interessante i Social Network, in particolare Facebook, dove ha tantissimi amici e fans. Cosa ne pensa?

Penso che i social network, come Facebook, siano buoni o cattivi a seconda dell’uso che se ne fa. A volte sono una distrazione, a volte invece la richieste che ricevo e le risposte che devo, che voglio dare, sono talmente tante che mi soffocano, e a volte un po’ mi innervosiscono perché mi faccio prendere la mano.

Sappiamo che dirige la Piccola Accademia della Comunicazione e dello Spettacolo, vuole parlarcene?

La mia non è più una piccola, ma è una grande Accademia, soprattutto ora che si è unita alla Armando Curcio Editore. La nostra nuova denominazione infatti è «Curcio Academy – Istituto Nazionale Comunicazione e Spettacolo di Stefano Jurgens», e ci prefiggiamo di estenderci il più possibile sul territorio nazionale, per andare incontro a chi è più lontano ma vuole imparare i mestieri della tv.

** Per informazioni, se vuoi lavorare nel mondo dello spettacolo, clicca qui

Cosa pensa del passaggio al digitale, secondo lei è un’innovazione utile o solamente un adeguamento necessario?

Passare al digitale è un adeguamento necessario secondo me, solo che in questa corsa al digitale, cioè a vedere meglio i programmi, si sono dimenticati dei contenuti. Certo, avremmo più reti a disposizione, ma… per vedere cosa?

In chiusura, cosa vorrebbe realizzare che ancora non ha potuto? Ha un sogno professionale nel cassetto?

Sogno una televisione tutta mia, o meglio, una rete tutta mia, in cui io sia direttore artistico, per poter decidere un palinsesto con una linea diversa e con persone diverse dalle attuali.

Grazie dottor Jurgens, ci rivedremo presto per parlare di questi suoi progetti con più tempo.

  • Share/Bookmark

, , , , ,

No Comments

Massimo Maffei risponde alle vostre domande

 

maffei

 

Ecco le prime domande che sono arrivate a Massimo Maffei, con argomenti la tv e il mondo dello spettacolo.
Prima però due righe di biografia del illustre autore e giornalista.

Massimo Maffei è scrittore, giornalista e opinionista. Cresce, umanamente e professionalmente, con il teatro di Eduardo De Filippo, metafora universale dell’agire umano. Scrive articoli per «Repubblica», «Il Messaggero», «Il Mattino», «Il Tempo» e si alterna, negli anni, alla direzione di numerose riviste. Già consulente per la comunicazione di Report (Rai Tre) e Fonit Cetra, è stato direttore del «Radiocorriere TV». Oggi è tra gli opinion leader più noti del piccolo schermo, presenza fissa nei salotti di Buona Domenica, Domenica In, Uno Mattina, L’Italia sul Due, Piazza Grande, In Famiglia e in trasmissioni di successo come Miss Italia e I Raccomandati. Attualmente dirige il mensile «Scoop».

Ed ecco le domande che ci sono arrivate al momento:

Gentile Direttore Maffei,
sono un’assidua spettatrice dei talk show televisivi. Per questo mi capita di vederla spesso in televisione. Apprezzo la sua vena polemica. Ma in qualche occasione ho intuito che lei ha preferito auto-censurarsi. È vero? E se sì, mi racconta una volta in cui ha scelto di non intervenire?
Fabiola Cercato, Ancona

Gentile Fabiola, lei ci ha visto giusto. Non sono stati rari i casi in cui alla parola, magari ficcante e definitiva, ho preferito il silenzio. Mai, però, l’ho fatto per preventiva censura politica. O per partigianeria. O per spirito di gruppo. Mi spiego con un esempio. Per due anni mi sono esposto a Buona Domenica, su Canale 5. Come «ospite parlante» ho tranciato giudizi e fabbricato stroncature sui concorrenti del Grande Fratello. Ho parlato di corda in casa dell’impiccato, insomma, considerato che quel reality va in onda su quella stessa rete. Ma l’ho fatto in assoluta libertà… Di contro, mi sono morso la lingua quando tale Selvaggia Lucarelli, che ho scoperto vincitrice di un’edizione de La Fattoria (per inciso mi rifiuto di guardare reality che non siano L’Isola dei Famosi e, prima dell’insopportabile deriva da trivio, il Grande Fratello) ha osato paragonarsi ad un mostro sacro come Katia Ricciarelli. «Siamo due primedonne», ha affermato. E in onda! Io le ero seduto accanto. Al mio fianco c’era Riccardo Signoretti, direttore di «Vero». Ci siamo guardati. Esterrefatti. Cosa dire in casi come questi? L’unica via d’uscita sarebbe stata fermare la trasmissione e chiamare il pronto soccorso neurologico…

Cortese direttore, mi dice cosa c’è di vero nei litigi sempre più accesi che vediamo sui teleschermi?
Roberto Calmieri, Aosta

Tutto e niente, Roberto caro. E mi spiego. Se lei, come le molte persone che mi pongono il quesito al bar, intende chiedermi se i cosiddetti opinionisti costruiscono a tavolino le loro diatribe, posso assicurarle che ciò non accade. O almeno che mai è successo a me. Ove la domanda fosse estesa al contributo che (taluni) autori portano ai talk show, devo ammettere che qualcosa di costruito c’è. Vediamo. Se parli di omosessualità e cerchi l’effetto ad ogni costo, per produrre i fuochi d’artificio è sufficiente invitare Vittorio Sgarbi e Alessandro Cecchi Paone. Due teste pensanti situate intellettualmente agli antipodi. Anche una domanda dai toni altamente provocatori innesca la miccia. Troppo semplice? Non oso contraddirti. Un paio di anni fa, in una trasmissione di Canale 5 alla quale ero ospite, ebbi uno scontro verbale proprio con Sgarbi (che peraltro stimo ben più della totalità dei cosiddetti opinionisti). La settimana successiva ci ritrovammo ancora l’uno contro l’altro armati. Ma Vittorio svettò per intelligenza. Si sedette accanto a me e spense il diverbio usando parole di elogio nei miei confronti. Almeno in quell’occasione il gioco furbetto degli autori abortì miseramente…

 

Presto la prossima selezione. Se volete fare domande a Massimo Maffei, commentate qui sotto o scrivete a coordinamento@curcioeditore.it.

 

  • Share/Bookmark

, , ,

No Comments