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	<title>Professione Informare &#187; stress</title>
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	<description>il Blog dei Portali della Armando Curcio Editore</description>
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		<title>Stress Economy e Suicidio di Elisabetta Ceroni</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 08:36:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“L’azione  suicida non la si può conosce nere nella sua incondizionatezza, ma  solo nelle condizioni e nei motivi che la determinano”
K  JASPERS
Dal  febbraio 2008 all’ottobre 2009 tra gli impiegati di France Telecom  si sono enumerati ventiquattro suicidi.
Le  analisi postume ad opera degli psicologi del lavoro e delle organizzazioni,  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><span style="font-family: Comic Sans MS; color: #333399; font-size: small;"><em>“L’azione  suicida non la si può conosce nere nella sua incondizionatezza, ma  solo nelle condizioni e nei motivi che la determinano”</em></span></p>
<p><span style="font-family: Comic Sans MS; color: #333399; font-size: small;"><em>K  JASPERS</em></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">Dal  febbraio 2008 all’ottobre 2009 tra gli impiegati di France Telecom  si sono enumerati ventiquattro suicidi.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">Le  analisi postume ad opera degli psicologi del lavoro e delle organizzazioni,  hanno deputato parte delle responsabilità alla organizzazione aziendale  e al suo metodo ritenuto senza scrupoli. </span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">Il   lancio di un “nuovo programma di mobilità”, finalizzato naturalmente  alla drastica riduzione del personale, sembra essere stato il motivo  mortifero e fatale che ha indotto gli atti suicidi.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">L’epidemiologia  del suicidio è sempre stata oggetto di importanti ricerche perché  nei paesi più industrializzati il suicidio è incluso tra le dieci  cause di morte più frequenti.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">I  retroterra della patologia, rinviano a scenari di depressioni endogene  legate al senso di isolamento interumano e alla perdita di significato  esistenziale.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">La <em> rottura delle relazioni</em> anche quelle lavorative, è diventata un  fatto evidente, essa produce un aumento dei sentimenti di rabbia e frustrazione  e un conflitto tra desiderio di essere al centro dell&#8217;attenzione e paura  di quello che può derivarne, conflitto che dà luogo a sua volta a <em> contraddizion</em>i e <em>malintesi</em> nell’interpretazione dell’esistenza  e della natura delle altre compresenti relazione in atto.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">L’era  della globalizzazione e il suo rispettivo modello postindustriale planetario  sono pervasi da una condizione esistenziale di incertezza e insicurezza;.  la paura del futuro risulta essere una condizione comune dell’<em>ideologia  della flessibilità</em> e della <em>mobilità</em>.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">Le  persone ammalate di <em>insecurity,</em> manifestano forme di <em>stress</em>,  ansia e depressione correlate a sintomi fisici derivati anche dagli  stati ergonomici e prossemici cui sono soggetti, in particolare negli  ambienti di lavoro caratterizzati da <em>workoholism </em> ovvero la tendenza a considerare un buon produttore solo chi lavora  almeno quindici ore il giorno.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">Il  lavoro è oggi la prima causa di <em>stress </em> per il 54% degli abitanti del pianeta, in particolare con la punta più  alta in Giappone, dove 30.000 persone l’anno muoiono di <em>karoshi, </em> cioè decesso per troppo lavoro.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">la  continua mutazione antropologica che vede il <em>know haw</em> lavorativo  cambiare ogni due anni circa, ha insito spesso il fattore del <strong><em> mobbing</em></strong><em>, del </em><strong><em>bullying</em> </strong> e del <strong><em>burn out</em></strong>, come conseguenza delle grandi trasformazioni  produttive. </span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><strong><em>Bullying,  Mobbing</em>, <em>Bossing</em> </strong>(frequente nella pubblica amministrazione  da parte del diretto superiore, detto in questo caso <strong><em>mobber</em></strong>), <strong><em> Straining </em></strong><em>(</em>stress forzato costante su un aspetto lavorativo  da parte di uno <strong><em>strainer</em></strong><em>),</em> spesso, rappresentano  una concentrazione di fattori che determinano sovraccarico emotivo con  ricadute fisiopatologiche sulla persona.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">La  versione di queste manifestazioni, attualmente analizzata, è lo <strong><em> Stalking </em>occupazionale, </strong>una forma di <strong><em>stalking</em>, </strong> in cui l’effettiva attività persecutoria si esercita sulla vita privata  della vittima, ma la cui motivazione proviene invece dall’ambito lavorativo  da parte di uno <strong>s<em>talker</em>.</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">Tutti  i danni provocati dalle <em>interazioni negative</em>, che come si sa,  hanno un effetto sull’umore cinque volte maggiore di quelle positive,  producono un effetto cumulativo sull’equilibrio psicologico.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">Ricordiamoci  che tali fattori, inoltre, procurano alterazioni altamente lesive, non  solo alle vittime, ma anche alla <em>performance aziendale</em> nel suo  complesso.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">Il  datore di lavoro, che ha l’obbligo giuridico di tutelare secondo la  direttiva quadro 89/391 la salute e la sicurezza sul lavoro, deve essere  in grado di prevenire, eliminare o ridurre anche le problematiche relative  ai fattori psicosociali stress- lavoro correlato.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">Per  l’individuazione dei rischi stress- lavoro correlato, esistono delle  misure attuabili da specifici professionisti, che dopo aver sviluppato  la valutazione dei rischi attraverso strumenti della psicologia del  lavoro e delle organizzazioni, come liste di controllo, questionari  ed interviste, possono agire efficacemente sia individualmente (<em>counseling  emozionale</em>) che in gruppi (<em>circle time</em>) o sotto forma di  veri e propri interventi formativi di <em>lifelong learning</em>, sulla  conoscenza e il miglioramento dei processi di comunicazione verso una <em> pedagogia del benessere</em>., in un’ottica che risulti in <em>primis</em> preventiva.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">Solo  ora a 102 dipendenti di France Telecom sono arrivati i questionari di  valutazione che avranno quattro settimane di tempo per rispondere a  160 domande!!!</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;">Dott.ssa Elisabetta Ceroni esperta di comunicazione,linguaggi non verbali e formazione manageriale<br />
</span></p>
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		<title>Lo stress: un male sottile</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 13:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[management]]></category>
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		<description><![CDATA[Per quanto tendiamo a pensare che lo stress sia causato da fatti esterni, tali fatti non sono di per sé stressanti, ma è il modo nel quale interpretiamo e reagiamo a essi che li rende tali.
Le persone differiscono enormemente sul tipo di eventi che loro interpretano come stressanti, e nel modo in cui rispondono a questo stress.
In genere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto tendiamo a pensare che lo stress sia causato da fatti esterni, tali fatti non sono di per sé stressanti, ma è il modo nel quale interpretiamo e reagiamo a essi che li rende tali.</p>
<p>Le persone differiscono enormemente sul tipo di eventi che loro interpretano come stressanti, e nel modo in cui rispondono a questo stress.</p>
<p>In genere lo stress si crea quando ciò che si pretende da una persona inizia ad andare oltre le sue capacità, o quelle che essa stessa ritiene tali; quando si crea un gap fra quello che le persone vogliono, o di cui necessitano, rispetto a quello che sentono di essere capaci di fare.</p>
<p>Molte cose, o persino l&#8217;aspettativa che possano succedere, sono causa di stress, per esempio:</p>
<p>Pressione per raggiungere o realizzare qualcosa;<br />
Problemi sul lavoro;<br />
Problemi finanziari ed economici;<br />
Litigi;<br />
Problemi familiari;<br />
Depressione;<br />
Disoccupazione;<br />
Traslochi o cambi di ambiente;<br />
Uso di alcool e droghe;<br />
Situazioni ambientali difficili;</p>
<p>Spesso lo stress si manifesta in sintomi fisici, quali :</p>
<p>Stanchezza eccessiva;<br />
Continui dolori di testa;<br />
Raffreddori frequenti;<br />
Tensione muscolare;<br />
Sudorazione eccessiva e vampate di calore;<br />
Nausea;</p>
<p>Al contrario, da un punto di vista del comportamento lo stress può causare :</p>
<p>Rabbia innecessaria;<br />
Depressione;<br />
Ansietà;<br />
Paure irrazionali;<br />
Irritabilità;<br />
Scarsa concentrazione;<br />
Malumore continuo;<br />
Perdita di senso dell&#8217;umorismo;<br />
Sentimento di confusione;<br />
Altri sintomi psichici.</p>
<p>Per alleviare le forme più comuni e leggere di stress, c&#8217;è inanzitutto la presa di coscienza con se stessi della propria situazione. Il solo fatto di rendersi conto e accettare la situazione è un potente mezzo di cura dei sintomi psichici dello stress.<br />
Questo processo avviene, o possiamo innescarlo anche da noi stessi, cercando di identificare e capire i motivi per i quali siamo stressati; come accennato, il semplice fatto di guardarsi dentro è un modo di alleviare i sintomi dello stress. Introduciamo nella nostra vita di tutti i giorni una routine di esercizio fisico, che sarà un vero e proprio toccasana rispetto alle nostre situazioni di stress, sopratutto per quanto riguarda l&#8217;irritabilità e il malumore. Nello stesso modo dobbiamo curare l&#8217;alimentazione cercando di bilanciare il consumo di alimenti freschi e leggeri alla digestione.<br />
Iniziamo a dare importanza ai nostri momenti di recupero, che siano anche pochi ma di buona qualità. Durante essi, occupiamo il nostro tempo in attività che ci appassionano da sempre, e coltiviamo il nostro spirito attraverso la musica e la lettura. Possono essere di aiuto anche alcuni testi di Time Management per imparare a organizzare meglio il nostro tempo e a far fronte a molteplici impegni contemporaneamente. Non isoliamoci, anzi cerchiamo di avere un minimo di vita sociale sia con la famiglia che con gli amici, con i quali organizzeremo uscite e cose da fare insieme. Quindi è fondamentale reagire allo stress senza lasciarsi andare, né arrendersi!</p>
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		<title>La comunicazione e la storia delle acconciature</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 10:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Come vi avevamo preannunciato, pubblichiamo oggi un&#8217;intervista alla dottoressa Elisabetta Ceroni, docente di Tecniche della comunicazione e relazione e pedagogista (Anpe).
Con la dottoressa, che abbiamo incontrato qui alla redazione della Curcio, abbiamo conversato di parole «potenti», scrittura persuasiva e diversi tipi di linguaggio.
A Settembre uscirà per la collana Professione Informare un lavoro della dottoressa Ceroni, veramente molto originale perché, nell&#8217;ambito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1086" title="1177301_punk_mohawk" src="http://blog.professioneuomo.it/curcioblog/wp-content/uploads/2009/07/1177301_punk_mohawk.jpg" alt="1177301_punk_mohawk" width="200" height="300" /></p>
<p>Come vi avevamo preannunciato, pubblichiamo oggi un&#8217;intervista alla dottoressa Elisabetta Ceroni, docente di Tecniche della comunicazione e relazione e pedagogista (Anpe).</p>
<p>Con la dottoressa, che abbiamo incontrato qui alla redazione della Curcio, abbiamo conversato di parole «potenti», scrittura persuasiva e diversi tipi di linguaggio.</p>
<p>A Settembre uscirà per la collana Professione Informare un lavoro della dottoressa Ceroni, veramente molto originale perché, nell&#8217;ambito dello studio del linguaggio e della comunicazione, ha scritto una <em>Storia della comunicazione non verbale attraverso le acconciature delle donne</em>, corredata da un repertorio di 150 e più immagini, che vanno dagli antichi egizi fino ai giorni nostri, analizzando le diverse pettinature e inserendole in un contesto di comunicazione, di un messaggio appunto. E se ne scoprono delle belle!</p>
<p>Un lavoro che ho visto in anteprima e che è una lettura divertente e leggera, eppur molto significativa. Il titolo? Ma non poteva che essere <em>Talking Heads,</em> «teste parlanti»! Con la colonna sonora di David Byrne. Non vi resta che aspettare fino a settembre per trovare l&#8217;e-book sul vostro portale Professione Donna, corredato da tutto il lavoro fotografico, un&#8217;opera da non perdere!</p>
<p>Intanto, potete leggere l&#8217;intervista<a href="http://blog.professioneuomo.it/curcioblog/index.php/articoli/comunicazione-e-linguaggi-intervista-alla-d-ssa-ceroni/" target="_blank"> QUI</a>.</p>
<p>È inutile ricordarvi che se volete fare delle domande alla dottoressa Ceroni non avete che da commentare sul blog e lasciare le domande, avrete risposte rapide e accurate!<br />
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