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Stress Economy e Suicidio di Elisabetta Ceroni

“L’azione suicida non la si può conosce nere nella sua incondizionatezza, ma solo nelle condizioni e nei motivi che la determinano”

K JASPERS

Dal febbraio 2008 all’ottobre 2009 tra gli impiegati di France Telecom si sono enumerati ventiquattro suicidi.

Le analisi postume ad opera degli psicologi del lavoro e delle organizzazioni, hanno deputato parte delle responsabilità alla organizzazione aziendale e al suo metodo ritenuto senza scrupoli.

Il  lancio di un “nuovo programma di mobilità”, finalizzato naturalmente alla drastica riduzione del personale, sembra essere stato il motivo mortifero e fatale che ha indotto gli atti suicidi.

L’epidemiologia del suicidio è sempre stata oggetto di importanti ricerche perché nei paesi più industrializzati il suicidio è incluso tra le dieci cause di morte più frequenti.

I retroterra della patologia, rinviano a scenari di depressioni endogene legate al senso di isolamento interumano e alla perdita di significato esistenziale.

La rottura delle relazioni anche quelle lavorative, è diventata un fatto evidente, essa produce un aumento dei sentimenti di rabbia e frustrazione e un conflitto tra desiderio di essere al centro dell’attenzione e paura di quello che può derivarne, conflitto che dà luogo a sua volta a contraddizioni e malintesi nell’interpretazione dell’esistenza e della natura delle altre compresenti relazione in atto.

L’era della globalizzazione e il suo rispettivo modello postindustriale planetario sono pervasi da una condizione esistenziale di incertezza e insicurezza;. la paura del futuro risulta essere una condizione comune dell’ideologia della flessibilità e della mobilità.

Le persone ammalate di insecurity, manifestano forme di stress, ansia e depressione correlate a sintomi fisici derivati anche dagli stati ergonomici e prossemici cui sono soggetti, in particolare negli ambienti di lavoro caratterizzati da workoholism ovvero la tendenza a considerare un buon produttore solo chi lavora almeno quindici ore il giorno.

Il lavoro è oggi la prima causa di stress per il 54% degli abitanti del pianeta, in particolare con la punta più alta in Giappone, dove 30.000 persone l’anno muoiono di karoshi, cioè decesso per troppo lavoro.

la continua mutazione antropologica che vede il know haw lavorativo cambiare ogni due anni circa, ha insito spesso il fattore del mobbing, del bullying e del burn out, come conseguenza delle grandi trasformazioni produttive.

Bullying, Mobbing, Bossing (frequente nella pubblica amministrazione da parte del diretto superiore, detto in questo caso mobber), Straining (stress forzato costante su un aspetto lavorativo da parte di uno strainer), spesso, rappresentano una concentrazione di fattori che determinano sovraccarico emotivo con ricadute fisiopatologiche sulla persona.

La versione di queste manifestazioni, attualmente analizzata, è lo Stalking occupazionale, una forma di stalking, in cui l’effettiva attività persecutoria si esercita sulla vita privata della vittima, ma la cui motivazione proviene invece dall’ambito lavorativo da parte di uno stalker.

Tutti i danni provocati dalle interazioni negative, che come si sa, hanno un effetto sull’umore cinque volte maggiore di quelle positive, producono un effetto cumulativo sull’equilibrio psicologico.

Ricordiamoci che tali fattori, inoltre, procurano alterazioni altamente lesive, non solo alle vittime, ma anche alla performance aziendale nel suo complesso.

Il datore di lavoro, che ha l’obbligo giuridico di tutelare secondo la direttiva quadro 89/391 la salute e la sicurezza sul lavoro, deve essere in grado di prevenire, eliminare o ridurre anche le problematiche relative ai fattori psicosociali stress- lavoro correlato.

Per l’individuazione dei rischi stress- lavoro correlato, esistono delle misure attuabili da specifici professionisti, che dopo aver sviluppato la valutazione dei rischi attraverso strumenti della psicologia del lavoro e delle organizzazioni, come liste di controllo, questionari ed interviste, possono agire efficacemente sia individualmente (counseling emozionale) che in gruppi (circle time) o sotto forma di veri e propri interventi formativi di lifelong learning, sulla conoscenza e il miglioramento dei processi di comunicazione verso una pedagogia del benessere., in un’ottica che risulti in primis preventiva.

Solo ora a 102 dipendenti di France Telecom sono arrivati i questionari di valutazione che avranno quattro settimane di tempo per rispondere a 160 domande!!!

Dott.ssa Elisabetta Ceroni esperta di comunicazione,linguaggi non verbali e formazione manageriale

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PNL, Ipnosi e Coaching Quantum

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L’intervista la trovate QUI

Ancora altre interviste sugli argomenti di cui ci stiamo occupando in questi giorni: coaching, ipnosi e programmazione neurolinguistica. Abbiamo intervistato il dottor Marco Paret, master trainer – al massimo livello – di PNL, docente di varie discipline, in grado di rilasciare certificazioni in coaching, counseling, e direttore di Istituto capace di dare certificazioni trainer e master trainer. È anche un esperto neurolinguista specializzato in diverse discipline connesse all’ipnosi moderna. Insomma è un’autorità in materia. Fondatore della ISI-CNV, una scuola unica nel suo genere, è stato formatore per la Ferrari, la Deutsche Bank, La Marzotto e la Telecom, solo per citarne alcune.

L’intervista la trovate QUI


Alla pagina dell’intervista trovate materiali gratuiti sulla PNL e l’ipnosi. Se avete domande per il dottor Paret fatele qui sotto nello spazio dei commenti.


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Coaching trasformazionale: PNL e ostacoli da rimuovere

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Vi segnaliamo nelle pagine interne, per essere esatti QUI, un’inchiesta-intervista a Matt Traverso, il mentor del coaching transformazionale. In una lunga intervista, che sarà online in 3 puntate, abbiamo parlato con Matt di PNL, di coaching, di leadership, di public speaking e self improvement.

Non solo, gli abbiamo chiesto anche di Anthony Robbins, di cui è stato collaboratore ai massimi livelli, di Robert Dilts, altro autore e formatore della PNL ai massimi livelli, e di Eliot Hoppe, il mago del public speaking.

Ne sono usciti fuori un’intervista e un approfondimento di grande valore nei quali, opportunamente stimolato, Matt Traverso è andato a valanga con una passione e una forza non comuni.

Non perderti, da oggi e per 3 giorni, l’intervista Coaching Trasformazionale: Matt Traverso spiega sul blog della Armando Curcio Editore QUI

Chi è Matt Traverso

Stretto collaboratore del formatore americano Anthony Robbins, cui fra gli altri si sono affidati Andre Agassi e Bill Clinton, Matt conduce corsi e lavora in qualità di Business Coach & Senior Mentor in diverse parti del mondo. Lavora inoltre come Executive Coach per Leaders Reloaded – un’azienda inglese che fornisce servizi di Executive Coaching a dirigenti aziendali – ed è stato nominato Trainer in PNL direttamente dal Dr. Richard Bandler. Conduttore dell’annuale conferenza internazionale di coaching a Nizza, Matt opera anche come supervisore per diverse aziende di formazione per controllare e certificare il livello di qualità della formazione. Matt appare spesso in diversi programmi televisivi ed è stato più volte ospite al Maurizio Costanzo Show. Due i libri di Matt sul tema: Vivere con successo dalla A alla Z High Performance e risultati.

“Non saranno le cose che vuoi a renderti felice, ma la crescita personale che farai per raggiungere quelle cose”. Matt Traverso

Le 5 credenze di Matt:

Tutto accade per una ragione e un motivo, e ti serve.
Tu sei le persone con le quali trascorri il tuo tempo.
Il più bel regalo che puoi dare alle persone che ami è la tua crescita personale.
Essere straordinari non è una capacità – è uno standard. È amore.
Se non riesci a comunicare efficacemente, tutte le tue capacità non servono a nulla.

I 5 valori di Matt:

• Salute & Vitalita’
• Amore
• Autenticita’
• Fare la differenza
• Gratitudine

Scarica gratuitamente alcuni testi fondamentali del Coaching e della PNL (in inglese) QUI

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