Archive for category libri elettronici

Il futuro dell’editoria: la rete

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L’editoria è sicuramente uno dei campi più affascinanti delle arti e dei mestieri. Veicolo della cultura e, spesso, avanguardia dei costumi e dei cambiamenti della società, è inesorabilmente e insopportabilmente, lasciatemelo dire, in crisi. Ma chiediamoci anche perché è in crisi? In un processo  che sembra irreversibile, quello che si è spento è il modello tradizionale della fruizione della cultura. Quindi la gente non legge o legge pochissimo, scrive ancora meno, anzi, diciamo che non scrive per niente senza paura di sbagliare, e in generale non segue più quei modelli di cultura e quei movimenti ideali che erano la base delle discussioni e delle passioni.

Eppure, se dovessi dire che si tratta solo di cambiare i modi di distribuire o di fruire della cultura per riavere lo stesso humus e la stessa passione di una volta avrei i miei forti dubbi. Sì, perché il problema non è solamente tecnico od organizzativo. Sono in crisi gli stessi parametri di giudizio secondo i quali una vita senza cultura è una vita senza mordente, senza il senso di viverla. In parte è stata la cultura dell’avere che ha trionfato su quella dell’essere, ma è stata anche la sparizione e la stanchezza di quella che una volta era la classe che vigilava sul fenomeno dell’involgarimento e dell’imbarbarimento della scena culturale. Gli intellettuali di oggi, quei pochi che lo sono ancora nello spirito che questa parola aveva un tempo (al tempo di PPP) sono stancamente racchiusi nel loro piccolo cosmo, una reazione che non è nuova ma che ha assunto dei caratteri di inevitabilità e di non ritorno che preoccupano e molto. Nell’Italia degli anni 2000 anche essere intellettuale è diventato un mestiere, un mestiere che se non è ben pagato non vale la pena di fare e cosi via.

Quindi queste sono in parte le concause di questo fenomeno di impoverimento generale della scena culturale e del costume. Ma insomma come se ne esce? La risposta c’è, almeno secondo la mia opinione e la risposta è internet. Tutti i nuovi fenomeni culturali e di costume prendono l’avvio da internet, specie con i social sites e con le grandissime possibilità della self publishing. La rete, che permette la distribuzione e la fruizione delle informazioni e della cultura multimediale a costi vicini allo zero, potrebbe essere la base dalla quale partire per cambiare le cose per dare nuova linfa e vita alla scena della cultura e delle arti.

Qui però c’è un fenomeno che rappresenta un ostacolo, ed è la relativa idiosincrasia anche per quel poco di tecnologia che è necessario appartenga alle classi di età un po’ avanzata e che, volenti o nolenti, rappresentano spesso coloro che detengono le leve di accesso alle arti.

Ma questo ostacolo potrebbe anche essere un vantaggio perché potrebbe, come sta facendo in parte, dare l’opportunità di escludere i vecchi pachidermi di un sistema oramai moribondo, e di creare ex novo non solo dei modelli, ma tutto il loro contorno: spettatori e attori, ideatori e realizzatori, fruitori e critici.

Quindi ben vengano tutti i tentativi e le iniziative nel senso dell’editoria digitale, tutti gli esperimenti di interattività verso i quali si è diretta la rete, sospinta, come in tutti i suoi fenomeni dal basso, dal popolo dei naviganti. Non c’è modo di essere elitari in un mondo come internet, dove ci sei se ti vedono, ci sei se i motori di ricerca ti trovano, altrimenti sei sperso nei bilioni di pagine web presenti nell’ intero sistema world wide web. Per esempio, credo che la web television a breve potrà dire la sua, così come le autoproduzioni video, mentre sono già la punta dell’avanguardia i libri elettronici o e-book, che rappresentano davvero un fenomeno oramai con le sue proprie caratteristiche.

Non credo che la cultura morirà mai. Certo subirà delle trasformazioni anche inimmaginabili a questo punto della storia, ma chi pensava che internet avrebbe influito cosi tanto sulla nostra vita di oggi? E pensare che c’è anche qualcuno che ancora non lo sa quanto è cambiato il mondo con la rete, e non certo perché si possono pagare i conti correnti stando seduti a casa propria, ma per la riduzione definitiva delle distanze e delle barriere ideologiche, linguistiche e spaziali del mondo pre-globalizzazione.

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Televisione, Blogging, Naturopatia e… tanto altro

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Cari Amici,

la prossima sarà una settimana interessantissima sul blog dei Portali Curcio: parleremo, infatti, di televisione e media anche alla luce dei cambiamenti verso il digitale con la nascita dei nuovi canali Rai. E lo faremo con alcuni personaggi di spicco come Stefano Jurgens, autore e scrittore per la televisione e la radio, e come Massimo Maffei, direttore della rivista «Scoop» e giornalista televisivo. Non mancate!

Inizia poi un ciclo di interventi e miniinchieste sulle medicine alternative, dalla naturopatia all’omeopatia, dalle teorie olistiche alla medicina ayurvedica e cinese antica. Questo ciclo culminerà con l’intervista al professor Marco Carbone, appunto un’autorità nel campo delle medicine alternative e naturali.

Per finire una vera chicca, perché parleremo di blogging con due ospiti d’eccezione: Marco Remotti, autore di uno dei prossimi e-book della Armando Curcio Editore dedicato appunto al blogging, e il famoso Robin Good, editore indipendente, blogger di assoluto successo ed esperto di multimedialità digitale. Li ha intervistati per voi Paolo Orlando, altro autore ed esperto di marketing che collabora con la Armando Curcio Editore per i progetti on-line, quindi possiamo aspettarci interviste molto interessanti e dibattute.

Ma naturalmente i primi intervistatori, se volete, siete proprio voi! Non dovete far altro, infatti, che lasciare qui sotto le vostre domande e avrete le vostre risposte quasi dal vivo!

Va on-line oggi, come previsto, la seconda parte dell’intervista al dottor Marco Paret a proposito di PNL, ipnosi e coaching.

La trovate cliccando QUI.

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15 domande per valutare il vostro Time Management

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Rispondete a queste domande con la formula:  

Spesso, qualche volta, mai.

Poi riflettete su ognuna di esse separatamente dal complesso del test, e domandatevi: come posso migliorare il mio Time Management?

1. Normalmente impiegate il tempo come veramente volete o, al contrario, sono pochissimi i momenti in cui siete voi a deciderne modi e allocazione?

2. Vi sentite spesso spinti e obbligati a fare cose che non volete fare?

3. Provate  soddisfazione e gratificazione  per il vostro lavoro?

4. Lavorate più a lungo dei vostri colleghi  rimanendo in ufficio oltre l’orario?

5. Succede  spesso che vi  portiate il lavoro a casa la sera o nei weekend?

6. Vi sentite stressati a causa del troppo lavoro, nel senso che lavorate male perché troppo?

7. Vi sentite colpevoli  perché potreste fare di meglio nell’impiego del tempo?

8. Considerate divertente il vostro lavoro oppure ossessionante perché lo odiate?

9. Se ne avete bisogno, riuscite a trovare del tempo non soggetto a interruzioni, per esempio a isolarvi a pensare?

10. Sentite di avere controllo sul vostro modo di gestire il tempo, avete una metodica di gestione del tempo, anche se limitata a liste di cose a fare?

11. Svolgete un regolare programma di esercizio fisico?

12. Andate in vacanza o vi godete dei lunghi weekend con la frequenza desiderata?                                     

13. Rimandate spesso le parti difficili, noiose o poco piacevoli del vostro lavoro? Vi sentite in colpa quando lo fate?

14. Avete sempre la necessità di sentirvi occupati in modo produttivo? Questa coincide con la vostra motivazione sul lavoro?

15. Provate un senso di colpa quando occasionalmente vi comportate stupidamente e perdete del tempo?

Questo è l’inizio del test sulla valutazione della vostra attuale gestione del tempo che è contenuto nell’e-book, scritto da Alessandro Scopa e Paolo Orlando, dal titolo Time management: la gestione del tempo per professionisti e privati. Richiedilo alla Armando Curcio Editore da questo blog o dal portale http://www.professioneuomo.it a partire dal mese di luglio.

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