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	<title>Professione Informare &#187; libri elettronici</title>
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	<description>il Blog dei Portali della Armando Curcio Editore</description>
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		<title>Il punto di fine anno: il web a che punto è?</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 11:04:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Internet ma è vera crescita?
Il web cresce? Mi piacerebbe poterlo dire ma vedo una crescita di pochi e una involuzione o stagnazione di molti, ossia Internet ancora non è un fenomeno che è entrato nella vita quotidiana, che ricordo a chi non sarà d&#8217;accordo con questa affermazione, non è il nostro microcosmo di &#8220;avanguardia intellettuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Internet ma è vera crescita</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Il web cresce? Mi piacerebbe poterlo dire ma vedo una crescita di pochi e una involuzione o stagnazione di molti, ossia Internet ancora non è un fenomeno che è entrato nella vita quotidiana, che ricordo a chi non sarà d&#8217;accordo con questa affermazione, non è il nostro microcosmo di &#8220;avanguardia intellettuale o scientifica&#8221;, fatto di abitudini e di usi che non sono quelli della massa silenziosa,ma è quel tessuto che fa diventare quotidiano qualche cosa, che la fa uscire dall&#8217;improvvisato o dal casuale per farla entrare nel uso comune. Internet in Italia non è ancora niente di tutto questo anche se ci sono milioni di iscritti a Facebook o se l&#8217;ecommerce sembra aumentare. Non perdiamo di vista il fatto che siamo ancora nell&#8217;età della Pietra o per meglio dire da li partiamo quindi il nostro sviluppo dovrebbe essere esponenzialmente piu&#8217; rapido e sopratutto consistente cosa che non è affatto. Duri a rimuovere certi luoghi comuni sono ancora li a fare da tappo alla rivoluzione culturale e di costume oltrechè scientifica e commerciale che la rete rappresenta in altri paesi.Le stesse balorde insufficienze burocratico-infrastrutturali (ma vi pare che ancora navighiamo con le ADSL quando in mezza Europa vanno a 100MB !)sono li a bloccare la rete come hanno fatto con tutti i fenomeni innovativi e di ricerca nel nostro paese che alla fine sono stati per forza di cose metabolizzati dal sistema ma mal digeriti e mai completamente assorbiti nel suo intimo, nella struttura della sua massa.E&#8217; cosi che i fenomeni rimangono poi incompiuti e si trascinano fino a diventare parte di una società perdendo per strada però la forza della loro spinta e la verve iniziale. La recente bocciatura del Governo dei finanziamenti destinati a cablare il paese con la fibra ottica ci ha fatto capire quanto non sia prioritario lo sviluppo della rete in questo paese. Del resto siamo governati da gente che non sa usare internet o che lo usa attraverso i suoi sottoposti non certamente di persona quindi come possiamo pensare che l&#8217;importanza storica di questo fenomeno venga recepita nella drammatica urgenza che ha raggiunto nel nostro arretrato Paese?Perso anche questo treno rimmarremo a guardare le meraviglie che i nostri cugini d&#8217;oltremare o senza andare cosi lontano i nostri partners Europei metteranno in campo crescendo e sviluppandosi in modo armonico e dal basso.Siamo di fronte ad una occasione da perdere che ci farà rimanere veramente a livelli da Terzo Mondo e le cui conseguenze non credo che siano correttamente valutate dai signori delle Stanze dei Bottoni.Perchè Internet è stato l&#8217;unico vero fenomeno rivoluzionario dei nostri anni e noi lo stiamo svalutando a mero divertimento sui Social Network o per pagare i conti online.Tutte le applicazioni complesse le reti private,il nuovo modo di lavorare che l&#8217;utilizzo di questo magnifico strumento permetterebbe sono tralasciate o ostacolate da mancanza di investimenti e dalla secondarietà che alla rete è stata assegnata.Discutevo con un paio di amici sul fatto che il mondo del lavoro potrebbe trasformarsi in una serie di staff virtuali che si riuniscono solo al momento di fornire un servizio che potrebbe essere realmente a 360 °,che un domani potremmo pensare a smobilitare gran parte delle attività degli uffici, che potrebbero essere eseguite da casa dagli impiegati ,senza traffico, senza costi di gestione ,senza gran parte dello stress che oggi ci rovina la vita.Ma spesso gli uomini non usano la tecnologia per vivere meglio ma magari per sopraffarsi l&#8217;un l&#8217;altro si.</p>
<p style="text-align: justify;">Auguri a tutti!</p>
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		<title>Volare si può: E tu vuoi volare?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 14:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
PRESENTAZIONE DI UN EBOOK PRESTO IN DISTRIBUZIONE GRATUITA PER I LETTORI DI QUESTO BLOG.
L’autore, reduce da un lancio in tandem, con il paracadute, descrive con dovizia di particolari  e numerose fotografie a colori, la sua caduta libera da 4000 metri, cosa ha provato e perché l’ha fatto.
Profondamente colpito dalla esplosione di sensazioni di questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.professioneuomo.it/curcioblog/wp-content/uploads/2009/10/FOTO-2-300x224.jpg" alt="FOTO 2" title="FOTO 2" width="300" height="224" class="alignleft size-medium wp-image-1243" /></p>
<p><em><strong>PRESENTAZIONE DI UN EBOOK PRESTO IN DISTRIBUZIONE GRATUITA PER I LETTORI DI QUESTO BLOG</strong></em>.</p>
<p>L’autore, reduce da un lancio in tandem, con il paracadute, descrive con dovizia di particolari  e numerose fotografie a colori, la sua caduta libera da 4000 metri, cosa ha provato e perché l’ha fatto.</p>
<p>Profondamente colpito dalla esplosione di sensazioni di questa esperienza e della successiva “passeggiata”, cullato da un paracadute (pardon una vela), dai 1500 metri, racconta dettagliatamente quella avventura che lo ha avuto come protagonista, insieme al pilota tandem Luca ed al cineoperatore Daniele &#8211; che si era lanciato con loro per filmarne le evoluzioni, il lancio del drogue, l’apertura del paracadute e le varie fasi dell’atterraggio- e invita i lettori a provarle perché, per pochi minuti, ti trasporta in un&#8217;altra dimensione. Ti fa vedere le cose dall’alto e le tue miserie piccole piccole. Ti induce sensazioni ed emozioni uniche che pochi altri sport ti consentono di provare e una veduta della terra da far impallidire Google-earth!</p>
<p>La sequenza delle foto sul ripiegamento del paracadute e le precisazioni del suo Istruttore-Tandem – riportate in chiusura &#8211; ne fanno quasi un libretto di istruzioni per i neofiti! </p>
<p>Dopo questa presentazione ecco invece le sensazioni dell&#8217;autore di questo breve racconto.Il dott Marco Biffani che presto scriverà per noi alcuni ebook ci fa venire voglia a tutti di provare quest&#8217;esperienza anche perchè lui non è certo un paracadutista di quelli tipici atletici ed intrepidi ma una persona assolutamente &#8220;normale&#8221; come me, come voi.</p>
<p>&#8220;Erano anni che accarezzavo l’idea di lanciarmi con il paracadute. Finalmente quel primo agosto decisi. Avevo già individuato un Club aviolaciantistico vicino Roma, indossai camicia, pantaloni jeans, scarpe da ginnastica e in un’ora lo raggiunsi. Sbrigate le formalità, dopo un breve briefing e l’aver indossato l’imbragatura, che mi avrebbe vincolato a Luca, il mio pilota-tandem, con casco ed occhiali salimmo in otto su un aeroplano del Club, che in un quarto d’ora ci avrebbe portato ai previsti 4.000 metri di altitudine. </p>
<p>Ci saremmo lanciati insieme a Daniele, il cineoperatore che avrebbe filmato le varie fasi del nostro lancio che prevedeva una caduta libera di circa 55 secondi fino ai 1.500 metri, dove si sarebbe aperto il paracadute (pardon, la vela) che in una manciata di minuti ci avrebbe portati a terra.</p>
<p>Il desiderio di provare quell’avventura mi rendeva impaziente e trovavo lenta, tranquilla ma troppo monotona la salita in quota del turboelica, ma quando finalmente si aprì lo sportello di lancio e apparve la terra illuminata dal sole, splendida ed invitante, provai una sensazione di appagamento, Finalmente! Ci lanciammo e…cominciò una delle più belle esperienze della mia vita!! &#8221;</p>
<p><strong>Marco Biffani </strong>è autore di progetti e manuali,inventore con il pallino del &#8220;fai da te&#8221; è prossimo autore della nostra collana di editoria digitale con alcuni progetti veramente interessanti</p>
<p><img src="http://blog.professioneuomo.it/curcioblog/wp-content/uploads/2009/10/FOTO-152-300x199.jpg" alt="FOTO 152" title="FOTO 152" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-1244" /></p>
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		<title>Il futuro dell&#8217;editoria: la rete</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 13:34:51 +0000</pubDate>
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L’editoria è sicuramente uno dei campi più affascinanti delle arti e dei mestieri. Veicolo della cultura e, spesso, avanguardia dei costumi e dei cambiamenti della società, è inesorabilmente e insopportabilmente, lasciatemelo dire, in crisi. Ma chiediamoci anche perché è in crisi? In un processo  che sembra irreversibile, quello che si è spento è il modello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1215" title="1213666_world_wide_web" src="http://blog.professioneuomo.it/curcioblog/wp-content/uploads/2009/09/1213666_world_wide_web.jpg" alt="1213666_world_wide_web" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’editoria è sicuramente uno dei campi più affascinanti delle arti e dei mestieri. Veicolo della cultura e, spesso, avanguardia dei costumi e dei cambiamenti della società, è inesorabilmente e insopportabilmente, lasciatemelo dire, in crisi. Ma chiediamoci anche perché è in crisi? In un processo  che sembra irreversibile, quello che si è spento è il modello tradizionale della fruizione della cultura. Quindi la gente non legge o legge pochissimo, scrive ancora meno, anzi, diciamo che non scrive per niente senza paura di sbagliare, e in generale non segue più quei modelli di cultura e quei movimenti ideali che erano la base delle discussioni e delle passioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, se dovessi dire che si tratta solo di cambiare i modi di distribuire o di fruire della cultura per riavere lo stesso humus e la stessa passione di una volta avrei i miei forti dubbi. Sì, perché il problema non è solamente tecnico od organizzativo. Sono in crisi gli stessi parametri di giudizio secondo i quali una vita senza cultura è una vita senza mordente, senza il senso di viverla. In parte è stata la cultura dell’avere che ha trionfato su quella dell’essere, ma è stata anche la sparizione e la stanchezza di quella che una volta era la classe che vigilava sul fenomeno dell’involgarimento e dell’imbarbarimento della scena culturale. Gli intellettuali di oggi, quei pochi che lo sono ancora nello spirito che questa parola aveva un tempo (al tempo di PPP) sono stancamente racchiusi nel loro piccolo cosmo, una reazione che non è nuova ma che ha assunto dei caratteri di inevitabilità e di non ritorno che preoccupano e molto. Nell’Italia degli anni 2000 anche essere intellettuale è diventato un mestiere, un mestiere che se non è ben pagato non vale la pena di fare e cosi via.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi queste sono in parte le concause di questo fenomeno di impoverimento generale della scena culturale e del costume. Ma insomma come se ne esce? La risposta c’è, almeno secondo la mia opinione e la risposta è internet. Tutti i nuovi fenomeni culturali e di costume prendono l’avvio da internet, specie con i social sites e con le grandissime possibilità della self publishing. La rete, che permette la distribuzione e la fruizione delle informazioni e della cultura multimediale a costi vicini allo zero, potrebbe essere la base dalla quale partire per cambiare le cose per dare nuova linfa e vita alla scena della cultura e delle arti.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui però c’è un fenomeno che rappresenta un ostacolo, ed è la relativa idiosincrasia anche per quel poco di tecnologia che è necessario appartenga alle classi di età un po’ avanzata e che, volenti o nolenti, rappresentano spesso coloro che detengono le leve di accesso alle arti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo ostacolo potrebbe anche essere un vantaggio perché potrebbe, come sta facendo in parte, dare l’opportunità di escludere i vecchi pachidermi di un sistema oramai moribondo, e di creare ex novo non solo dei modelli, ma tutto il loro contorno: spettatori e attori, ideatori e realizzatori, fruitori e critici.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi ben vengano tutti i tentativi e le iniziative nel senso dell&#8217;editoria digitale, tutti gli esperimenti di interattività verso i quali si è diretta la rete, sospinta, come in tutti i suoi fenomeni dal basso, dal popolo dei naviganti. Non c’è modo di essere elitari in un mondo come internet, dove ci sei se ti vedono, ci sei se i motori di ricerca ti trovano, altrimenti sei sperso nei bilioni di pagine web presenti nell’ intero sistema world wide web. Per esempio, credo che la web television a breve potrà dire la sua, così come le autoproduzioni video, mentre sono già la punta dell&#8217;avanguardia i libri elettronici o e-book, che rappresentano davvero un fenomeno oramai con le sue proprie caratteristiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Non credo che la cultura morirà mai. Certo subirà delle trasformazioni anche inimmaginabili a questo punto della storia, ma chi pensava che internet avrebbe influito cosi tanto sulla nostra vita di oggi? E pensare che c’è anche qualcuno che ancora non lo sa quanto è cambiato il mondo con la rete, e non certo perché si possono pagare i conti correnti stando seduti a casa propria, ma per la riduzione definitiva delle distanze e delle barriere ideologiche, linguistiche e spaziali del mondo pre-globalizzazione.</p>
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		<title>Televisione, Blogging, Naturopatia e&#8230; tanto altro</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 12:52:36 +0000</pubDate>
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Cari Amici,
la prossima sarà una settimana interessantissima sul blog dei Portali Curcio: parleremo, infatti, di televisione e media anche alla luce dei cambiamenti verso il digitale con la nascita dei nuovi canali Rai. E lo faremo con alcuni personaggi di spicco come Stefano Jurgens, autore e scrittore per la televisione e la radio, e come Massimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-925" title="usr2108066633784810625345772" src="http://blog.professioneuomo.it/curcioblog/wp-content/uploads/2009/06/usr21080666337848106253457721.jpg" alt="usr2108066633784810625345772" width="140" height="140" /></p>
<p>Cari Amici,</p>
<p>la prossima sarà una settimana interessantissima sul blog dei Portali Curcio: parleremo, infatti, di televisione e media anche alla luce dei cambiamenti verso il digitale con la nascita dei nuovi canali Rai. E lo faremo con alcuni personaggi di spicco come Stefano Jurgens, autore e scrittore per la televisione e la radio, e come Massimo Maffei, direttore della rivista «Scoop» e giornalista televisivo. Non mancate!</p>
<p>Inizia poi un ciclo di interventi e miniinchieste sulle medicine alternative, dalla naturopatia all&#8217;omeopatia, dalle teorie olistiche alla medicina ayurvedica e cinese antica. Questo ciclo culminerà con l&#8217;intervista al professor Marco Carbone, appunto un&#8217;autorità nel campo delle medicine alternative e naturali.</p>
<p>Per finire una vera chicca, perché parleremo di blogging con due ospiti d&#8217;eccezione: Marco Remotti, autore di uno dei prossimi e-book della Armando Curcio Editore dedicato appunto al blogging, e il famoso Robin Good, editore indipendente, blogger di assoluto successo ed esperto di multimedialità digitale. Li ha intervistati per voi Paolo Orlando, altro autore ed esperto di marketing che collabora con la Armando Curcio Editore per i progetti on-line, quindi possiamo aspettarci interviste molto interessanti e dibattute.</p>
<p>Ma naturalmente i primi intervistatori, se volete, siete proprio voi! Non dovete far altro, infatti, che lasciare qui sotto le vostre domande e avrete le vostre risposte quasi dal vivo!</p>
<p>Va on-line oggi, come previsto, la seconda parte dell&#8217;intervista al dottor Marco Paret a proposito di PNL, ipnosi e coaching.</p>
<p>La trovate cliccando <a href="http://blog.professioneuomo.it/curcioblog/index.php/mini-inchieste/pnl-ipnosi-e-coaching-quantum-parliamone-con-il-dr-m-paret/coaching-quantum-e-pnl3-seconda-parte/">QUI</a>.</p>
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		<title>15 domande per valutare il vostro Time Management</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 10:27:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
 
Rispondete a queste domande con la formula:  
Spesso, qualche volta, mai.
Poi riflettete su ognuna di esse separatamente dal complesso del test, e domandatevi: come posso migliorare il mio Time Management?
1. Normalmente impiegate il tempo come veramente volete o, al contrario, sono pochissimi i momenti in cui siete voi a deciderne modi e allocazione?
2. Vi sentite spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-824" title="906255_wrist_watch" src="http://blog.professioneuomo.it/curcioblog/wp-content/uploads/2009/06/906255_wrist_watch.jpg" alt="906255_wrist_watch" width="300" height="184" /></p>
<p> </p>
<p>Rispondete a queste domande con la formula:  </p>
<p>Spesso, qualche volta, mai.</p>
<p>Poi riflettete su ognuna di esse separatamente dal complesso del test, e domandatevi: come posso migliorare il mio Time Management?</p>
<p>1. Normalmente impiegate il tempo come veramente volete o, al contrario, sono pochissimi i momenti in cui siete voi a deciderne modi e allocazione?</p>
<p>2. Vi sentite spesso spinti e obbligati a fare cose che non volete fare?</p>
<p>3. Provate  soddisfazione e gratificazione  per il vostro lavoro?</p>
<p>4. Lavorate più a lungo dei vostri colleghi  rimanendo in ufficio oltre l’orario?</p>
<p>5. Succede  spesso che vi  portiate il lavoro a casa la sera o nei weekend?</p>
<p>6. Vi sentite stressati a causa del troppo lavoro, nel senso che lavorate male perché troppo?</p>
<p>7. Vi sentite colpevoli  perché potreste fare di meglio nell’impiego del tempo?</p>
<p>8. Considerate divertente il vostro lavoro oppure ossessionante perché lo odiate?</p>
<p>9. Se ne avete bisogno, riuscite a trovare del tempo non soggetto a interruzioni, per esempio a isolarvi a pensare?</p>
<p>10. Sentite di avere controllo sul vostro modo di gestire il tempo, avete una metodica di gestione del tempo, anche se limitata a liste di cose a fare?</p>
<p>11. Svolgete un regolare programma di esercizio fisico?</p>
<p>12. Andate in vacanza o vi godete dei lunghi weekend con la frequenza desiderata?                                     </p>
<p>13. Rimandate spesso le parti difficili, noiose o poco piacevoli del vostro lavoro? Vi sentite in colpa quando lo fate?</p>
<p>14. Avete sempre la necessità di sentirvi occupati in modo produttivo? Questa coincide con la vostra motivazione sul lavoro?</p>
<p>15. Provate un senso di colpa quando occasionalmente vi comportate stupidamente e perdete del tempo?</p>
<p>Questo è l’inizio del test sulla valutazione della vostra attuale gestione del tempo che è contenuto nell’e-book, scritto da Alessandro Scopa e Paolo Orlando, dal titolo <em><strong>Time management: la gestione del tempo per professionisti e privati</strong></em>. Richiedilo alla Armando Curcio Editore da questo blog o dal portale <a href="http://www.professioneuomo.it">http://www.professioneuomo.it</a> a partire dal mese di luglio.</p>
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		<title>Gli e-book: il punto sulla situazione</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 14:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Una notizia che senz’altro fa onore all’Italia, e la pone tra quelle all’avanguardia nel settore, è che il nostro Paese è al quinto posto nel mondo per e-book pubblicati: 1391, preceduta dall’Australia (1410), dal Canada (1494), dall’Inghilterra (4562) e, con grande distacco su tutti gli altri, dagli Stati Uniti (21.292). In tutto il mondo, attualmente, [...]]]></description>
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<p>Una notizia che senz’altro fa onore all’Italia, e la pone tra quelle all’avanguardia nel settore, è che il nostro Paese è al quinto posto nel mondo per e-book pubblicati: 1391, preceduta dall’Australia (1410), dal Canada (1494), dall’Inghilterra (4562) e, con grande distacco su tutti gli altri, dagli Stati Uniti (21.292). In tutto il mondo, attualmente, esistono 38.500 titoli.<br />
I generi che vanno per la maggiore, a livello mondiale, sono i manuali riguardanti internet e il computer in generale, gli hobby, il fai da te, i corsi di lingue e i testi scolastici; in Italia prevalgono la narrativa (oltre 3000 e-book), la didattica e l’informatica.<br />
Springer, la seconda più grande casa editrice di riviste scientifiche, tecnologiche e mediche, ha condotto un’indagine molto approfondita sulla diffusione degli e-book, dalla quale emerge che, nonostante siano relativamente una novità, gli e-book sono molto conosciuti e letti.<br />
I principali canali di diffusione sono le biblioteche delle istituzioni accademiche, ma anche motori di ricerca come Google Scholar o Google Book Search: l’e-book, con i suoi vantaggi peculiari rispetto alla carta stampata, ha definitivamente trovato il suo posto tra le collezioni della letteratura.<br />
Ma quali sono questi vantaggi? Springer lo ha chiesto direttamente agli utenti, i quali hanno affermato che essi riguardano soprattutto la facilità di ricerca delle informazioni, ovvero la possibilità di filtrare i contenuti passando da una risorsa all’altra. Inoltre non necessitano di uno spazio di archiviazione e sono molto facili da trovare. Non ultima, la convenienza economica perché non hanno i costi di stampa e di distribuzione dei libri tradizionali.<br />
Tutti gli utenti intervistati hanno definito utili gli e-book, e hanno detto di utilizzarli sempre più spesso soprattutto per scopi di ricerca e di studio, di conseguenza i tipi di e-book più ricercati sono i libri di testo e le ricerche.<br />
I lettori degli e-book sembrano considerare un forte valore l’ampia disponibilità di titoli e di contenuti.<br />
Gli utenti, sempre più spesso, trovano gli e-book attraverso motori di ricerca generici come Google o attraverso i cataloghi on-line delle biblioteche.<br />
Per quanto riguarda i libri stampati, infine, questi risultano avvantaggiati rispetto ai libri elettronici per la facilità e la capacità di coinvolgimento della lettura, e gli utenti non ritengono che questi oggetti spariranno nel futuro, tuttavia hanno dichiarato che nel giro di cinque anni preferiranno utilizzare le versioni elettroniche di alcuni libri e sperano che la transizione verso il formato elettronico dei contenuti relativi alla ricerca sia più veloce possibile.</p>
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