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Massimo Maffei risponde alle vostre domande

 

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Ecco le prime domande che sono arrivate a Massimo Maffei, con argomenti la tv e il mondo dello spettacolo.
Prima però due righe di biografia del illustre autore e giornalista.

Massimo Maffei è scrittore, giornalista e opinionista. Cresce, umanamente e professionalmente, con il teatro di Eduardo De Filippo, metafora universale dell’agire umano. Scrive articoli per «Repubblica», «Il Messaggero», «Il Mattino», «Il Tempo» e si alterna, negli anni, alla direzione di numerose riviste. Già consulente per la comunicazione di Report (Rai Tre) e Fonit Cetra, è stato direttore del «Radiocorriere TV». Oggi è tra gli opinion leader più noti del piccolo schermo, presenza fissa nei salotti di Buona Domenica, Domenica In, Uno Mattina, L’Italia sul Due, Piazza Grande, In Famiglia e in trasmissioni di successo come Miss Italia e I Raccomandati. Attualmente dirige il mensile «Scoop».

Ed ecco le domande che ci sono arrivate al momento:

Gentile Direttore Maffei,
sono un’assidua spettatrice dei talk show televisivi. Per questo mi capita di vederla spesso in televisione. Apprezzo la sua vena polemica. Ma in qualche occasione ho intuito che lei ha preferito auto-censurarsi. È vero? E se sì, mi racconta una volta in cui ha scelto di non intervenire?
Fabiola Cercato, Ancona

Gentile Fabiola, lei ci ha visto giusto. Non sono stati rari i casi in cui alla parola, magari ficcante e definitiva, ho preferito il silenzio. Mai, però, l’ho fatto per preventiva censura politica. O per partigianeria. O per spirito di gruppo. Mi spiego con un esempio. Per due anni mi sono esposto a Buona Domenica, su Canale 5. Come «ospite parlante» ho tranciato giudizi e fabbricato stroncature sui concorrenti del Grande Fratello. Ho parlato di corda in casa dell’impiccato, insomma, considerato che quel reality va in onda su quella stessa rete. Ma l’ho fatto in assoluta libertà… Di contro, mi sono morso la lingua quando tale Selvaggia Lucarelli, che ho scoperto vincitrice di un’edizione de La Fattoria (per inciso mi rifiuto di guardare reality che non siano L’Isola dei Famosi e, prima dell’insopportabile deriva da trivio, il Grande Fratello) ha osato paragonarsi ad un mostro sacro come Katia Ricciarelli. «Siamo due primedonne», ha affermato. E in onda! Io le ero seduto accanto. Al mio fianco c’era Riccardo Signoretti, direttore di «Vero». Ci siamo guardati. Esterrefatti. Cosa dire in casi come questi? L’unica via d’uscita sarebbe stata fermare la trasmissione e chiamare il pronto soccorso neurologico…

Cortese direttore, mi dice cosa c’è di vero nei litigi sempre più accesi che vediamo sui teleschermi?
Roberto Calmieri, Aosta

Tutto e niente, Roberto caro. E mi spiego. Se lei, come le molte persone che mi pongono il quesito al bar, intende chiedermi se i cosiddetti opinionisti costruiscono a tavolino le loro diatribe, posso assicurarle che ciò non accade. O almeno che mai è successo a me. Ove la domanda fosse estesa al contributo che (taluni) autori portano ai talk show, devo ammettere che qualcosa di costruito c’è. Vediamo. Se parli di omosessualità e cerchi l’effetto ad ogni costo, per produrre i fuochi d’artificio è sufficiente invitare Vittorio Sgarbi e Alessandro Cecchi Paone. Due teste pensanti situate intellettualmente agli antipodi. Anche una domanda dai toni altamente provocatori innesca la miccia. Troppo semplice? Non oso contraddirti. Un paio di anni fa, in una trasmissione di Canale 5 alla quale ero ospite, ebbi uno scontro verbale proprio con Sgarbi (che peraltro stimo ben più della totalità dei cosiddetti opinionisti). La settimana successiva ci ritrovammo ancora l’uno contro l’altro armati. Ma Vittorio svettò per intelligenza. Si sedette accanto a me e spense il diverbio usando parole di elogio nei miei confronti. Almeno in quell’occasione il gioco furbetto degli autori abortì miseramente…

 

Presto la prossima selezione. Se volete fare domande a Massimo Maffei, commentate qui sotto o scrivete a coordinamento@curcioeditore.it.

 

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