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Guadagnare con internet: 4 modelli di business on-line
Posted by admin in Internet, business, ebook, ecommerce, guadagnare online, newsmastering, nuove professioni, seminari on June 18th, 2009

Proviamo a dimenticare, per un momento, quello che abbiamo visto e vediamo tutti i giorni – strillato ai quattro venti – a proposito della possibilità di guadagnare usando internet, e cerchiamo di avvicinarci all’argomento usando una metodologia.
Cerchiamo quindi di sfruttare un approccio professionale, per mettere alcuni punti fermi e chiarire le idee anche a chi non conosce l’argomento, in modo da evitargli di essere ingannato dalle truffine e truffette di cui è piena la rete.
Sostanzialmente quando pensiamo a un modo per usare internet per guadagnare dobbiamo pensare all’utilizzo di un mezzo di comunicazione e di diffusione delle informazioni che possiamo utilizzare per migliorare un business già esistente, per esempio per avere più clienti, aumentare la quantità venduta, promuovere il brand, formare il nostro personale, fornire strumenti di appoggio alla rete vendite.
Queste sono le applicazioni (sicuramente me ne sarà sfuggita qualcuna ma sono le principali) più intuitive del mezzo internet da applicare ad un business già esistente.
Differenziamole da modelli di business che funzionano solo su internet e che non esisterebbero senza la rete.
Occupiamoci di questi ultimi e vediamo i differenti modelli di business realizzabili con internet.
E-commerce
L’E-commerce è il più intuitivo dei business on-line.
Si compra all’ingrosso e si utilizza internet per rivendere i prodotti con un margine di guadagno.
Vediamo alcune peculiarità di questo modello:
- Grande visibilità. Nessun negozio, anche il più centrale, arriverà ad avere lo stesso bacino potenziale di un negozio elettronico visibile in Australia come in America, e ai quattro angoli del mondo contemporaneamente.
- Scarso impiego di risorse umane. I costi di personale sono ridotti al minimo per quanto, crescendo le dimensioni dell’E-commerce, si avranno necessità di risorse umane (per esempio per l’assistenza clienti che diventa fondamentale). In ogni caso una sola persona sarà sufficiente a gestire un negozio che potrà avere dimensioni di fatturato pari a un grande magazzino per il quale servirebbero decine di impiegati.
- Struttura dei costi ridotta al minimo: così come per il personale, l’attività di commercio elettronico richiede minimi costi di esercizio non avendo spese per luce, acqua, rifiuti ecc. Tutte voci che invece incidono, e come, su un commercio tradizionale.
Quantificando molto provvisoriamente il capitale di start up per un business appartenente a questo modello e limitandoci ai costi della struttura, escludendo quindi qualunque voce riferita alla merce in vendita, siamo nell’ordine di 1000-5000 euro a seconda del tipo di piattaforma che si utilizzerà, delle spese per la personalizzazione grafica, ed escludendo le spese di marketing iniziali, che non sono irrilevanti se si vuole iniziare l’attività in modo non dilettantesco.
Tutto ciò è comunque niente in confronto al costo di start up di un’attività al dettaglio tradizionale, che richiede per lo meno il triplo di costi di sola struttura e di avviamento della stessa, mentre non ci addentriamo nemmeno in quelli che sono i costi di magazzino e di inventario iniziale.
Infoprodotti e Newsmastering
Questo modello è sicuramente uno dei più interessanti e seri nel panorama delle possibilità di realizzare un business su internet; come vedremo permette la contemporanea messa in attività di diverse fonti di reddito e un altissimo grado di automazione dell’operatività.
In poche parole si tratta di distribuire delle informazioni in diversi formati, dai libri elettronici ai videocorsi agli audio prodotti, in una determinata nicchia di mercato che si sia dimostrata interessante numericamente ed economicamente.
È un modello che comprende moltissime variazioni: dal modello tipico dei seminari appoggiati da un’attività editoriale a quello più virtuale degli infoprodotti digitali, dei videocorsi. Infine il blogging classico, che è come realizzare una rivista specializzata on-line su un determinato argomento.
Il newsmastering è in questo modello. Il newsmastering è in poche parole la specializzazione nella distribuzione delle notizie su un determinato argomento attraverso un blog, più genericamente di un CMS.
Si basa sul fatto che in rete le informazioni si trovano su quasi tutto, ma non sono né organizzate, né si riesce a essere sicuri della loro autorevolezza; spesso si legge tutto e il contrario di tutto di uno stesso argomento.
Quindi l’opera dell’imprenditore digitale è quella di riunire e organizzare le informazioni, mantenerle scrupolosamente aggiornate, filtrarle con la propria erudizione che è il valore aggiunto alle informazioni.
Dopo quest’operazione, maggiore sarà la popolarità e l’autorevolezza dell’imprenditore o dell’autore, maggiore sarà il valore aggiunto che le informazioni avranno,dopo essere state passate al processo di cui sopra.
La fonte di reddito principale di questo modello è Adsense di Google e altri tipi di annunci e di Advertising che si ospitano sul proprio CMS. La fonte di reddito principale, diversamente dai modelli basati sui prodotti digitali di informazione, è data dalla vendita degli stessi .
Infine, il modello basato sui seminari ha come fonte di reddito principale quella della remunerazione per consulenza, attività di formazione e naturalmente i proventi dell’attività editoriale connessa, sia essa di tipo tradizionale, oppure provenga dalla vendita di ebook, videocorsi ecc. Ovviamente c’è da considerare che queste fonti di reddito sono realizzabili anche contemporaneamente, quindi è logico, ad esempio, che il sito dal quale si venderanno infoprodotti e formazione avrà le sue entrate dalla pubblicità, cosi come il sito di newsmastering potrà diversificare il suo reddito vendendo per esempio affiliazioni, ossia prodotti digitali altrui, software, consulenze. Questa pratica è assolutamente consigliabile, sia per diminuire il rischio di un’attività basata su una fonte di reddito unica e quindi immediatamente in crisi di fronte a un imprevisto cambiamento del mercato, sia per aumentare il totale entrate aggiungedogli voci differenti.
Data la lunghezza e la complessità dell’argomento questo articolo verrà pubblicato in due parti. La prossima verrà pubblicata domani ,venerdi 19 giugno. Non mancate! Se avete curiosità, domande o chiarimenti non dovete far altro che lasciare un commento. I nostri autori, come è costume di questo portale, vi risponderanno in tempi molto brevi.
Paolo Orlando
Gli e-book: il punto sulla situazione
Posted by admin in ebook, libri elettronici, manualistica on June 8th, 2009

Una notizia che senz’altro fa onore all’Italia, e la pone tra quelle all’avanguardia nel settore, è che il nostro Paese è al quinto posto nel mondo per e-book pubblicati: 1391, preceduta dall’Australia (1410), dal Canada (1494), dall’Inghilterra (4562) e, con grande distacco su tutti gli altri, dagli Stati Uniti (21.292). In tutto il mondo, attualmente, esistono 38.500 titoli.
I generi che vanno per la maggiore, a livello mondiale, sono i manuali riguardanti internet e il computer in generale, gli hobby, il fai da te, i corsi di lingue e i testi scolastici; in Italia prevalgono la narrativa (oltre 3000 e-book), la didattica e l’informatica.
Springer, la seconda più grande casa editrice di riviste scientifiche, tecnologiche e mediche, ha condotto un’indagine molto approfondita sulla diffusione degli e-book, dalla quale emerge che, nonostante siano relativamente una novità, gli e-book sono molto conosciuti e letti.
I principali canali di diffusione sono le biblioteche delle istituzioni accademiche, ma anche motori di ricerca come Google Scholar o Google Book Search: l’e-book, con i suoi vantaggi peculiari rispetto alla carta stampata, ha definitivamente trovato il suo posto tra le collezioni della letteratura.
Ma quali sono questi vantaggi? Springer lo ha chiesto direttamente agli utenti, i quali hanno affermato che essi riguardano soprattutto la facilità di ricerca delle informazioni, ovvero la possibilità di filtrare i contenuti passando da una risorsa all’altra. Inoltre non necessitano di uno spazio di archiviazione e sono molto facili da trovare. Non ultima, la convenienza economica perché non hanno i costi di stampa e di distribuzione dei libri tradizionali.
Tutti gli utenti intervistati hanno definito utili gli e-book, e hanno detto di utilizzarli sempre più spesso soprattutto per scopi di ricerca e di studio, di conseguenza i tipi di e-book più ricercati sono i libri di testo e le ricerche.
I lettori degli e-book sembrano considerare un forte valore l’ampia disponibilità di titoli e di contenuti.
Gli utenti, sempre più spesso, trovano gli e-book attraverso motori di ricerca generici come Google o attraverso i cataloghi on-line delle biblioteche.
Per quanto riguarda i libri stampati, infine, questi risultano avvantaggiati rispetto ai libri elettronici per la facilità e la capacità di coinvolgimento della lettura, e gli utenti non ritengono che questi oggetti spariranno nel futuro, tuttavia hanno dichiarato che nel giro di cinque anni preferiranno utilizzare le versioni elettroniche di alcuni libri e sperano che la transizione verso il formato elettronico dei contenuti relativi alla ricerca sia più veloce possibile.






