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“Volevo fare l’ingegnere” di P.Giannino
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“Il cielo era terso. L’isola di Dino si stagliava più bella che mai su quel mare azzurro, che pareva immobile nella sua limpidezza.”
Ho ritrovato queste righe su un foglietto ingiallito pieno di numeri, annotazioni e ogni sorta di geroglifici. Il mio banco, in laboratorio, era colmo di sgorbi e appunti di ogni genere. C’era un groviglio di cavi, avevo tre computer connessi al mio apparato: il Principe delle Comunicazioni Wireless. Il colosso multinazionale per cui lavoravo aveva investito una barca di soldi in quel progetto, ne parlavano tutti i giornali. C’era un viavai continuo di gente in quel laboratorio pieno di polvere che bruciava come un forno: manager, progettisti, clienti che giungevano da ogni parte del mondo… tutti ad ammirare quel prodigio dell’innovazione. Un giorno arrivò il primo campanello di allarme: una brutta storia di tangenti coinvolse il top management. Ci furono delle dimissioni, la ditta fu ceduta a una società finlandese: i nuovi padroni transnazionali annunciarono degli esuberi, ci tolsero il progetto, molti di noi fummo trasferiti in un altro centro di ricerca. All’inizio del 2009, ci comunicarono che non eravamo più utili alla ditta e avevamo un anno di tempo per togliere il disturbo. In questo clima di incertezza e di vicende al limite dell’assurdo, si andò corroborando la mia urgenza di scrivere. Volevo raccontare una storia di ieri che fosse anche una storia di oggi. La storia di una sola stagione, in cui dipanare i ricordi, le promesse, le attese… i disincanti di tutta una vita. Buttai giù lo schema di Ritorno al sud in una mezza giornata, partendo dall’incipit. Poi l’ho lasciato maturare per alcuni anni. Nel frattempo ho scritto decine di racconti brevi, molti dei quali sono apparsi su riviste e blog letterari. Debbo tanto alla rete, grazie al web ho conosciuto scrittori di mestiere. Alcuni di loro mi hanno snobbato, altri hanno letto i miei testi. Da questa militanza ho appreso molte cose. Anzitutto, per essere scrittore non basta avere qualcosa da dire, ma bisogna saperlo dire. Lo scrittore non si trova al centro del mondo: altro è scrivere per se stessi, altro è scrivere per essere letti: non tutti sono disposti a leggerti, non tutti sono obbligati a provare interesse per quello che scrivi. Ho imparato a non sottovalutare l’importanza della riscrittura. Io scrivo di getto, ma passano mesi – talora anni – prima che il testo mi soddisfi pienamente. Tutto questo l’ho messo a frutto nel romanzo che Armando Curcio ha deciso di pubblicare.
Lo scorso anno ho fondato un’agenzia letteraria: la New Writing Factory. Sono in cerca di nuovi talenti, qualcuno l’ho già trovato. C’è una raccomandazione che faccio sempre ai miei autori: State alla larga dagli editori a pagamento. Da anni sto lavorando a un’inchiesta sul mondo dell’editoria e sulle insidie della vanity press. Ho preparato un questionario di dieci domande che ho inviato a decine di autori: in molti hanno risposto. Vorrei trovare il tempo per scrivere un altro paio di romanzi: il primo è una storia sospesa tra realtà e visioni oniriche; l’altro è una storia di oggi ambientata a Ibiza, l’isola della trasgressione e dello sballo… Li ho già impressi nei miei neuroni, devo solo trasferirli su carta. Ora mi sto dedicando anima e corpo ai miei autori. Spero un giorno di trovare il tempo e l’energia per andare avanti. Scrivere costa fatica: il lettore devi rispettarlo, non lo puoi ingannare. Per ora gli offro questo mio lavoro, sperando di non deluderlo. Ritorno al sud è una storia di vita. Leggendola, magari, vi troverà una parte della propria storia. Forse riuscirò a trasmettergli qualche emozione. E allora il mio impegno non sarà stato vano.
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#1 by Giuseppe at November 13th, 2011
“C’è una raccomandazione che faccio sempre ai miei autori: State alla larga dagli editori a pagamento”: ah, davvero? INteressante!
#2 by admin at November 14th, 2011
e fa bene preferisco l’autopubblicazione che con Internet è diventata possibile e se fatta bene anche redditizia
#3 by Pasquale Giannino at November 29th, 2011
In effetti l’editoria elettronica ha delle potenzialità enormi, non ultima quella di assestare un colpo decisivo ai tanti pseudoeditori che ci sono in giro. Fra le altre cose, i libri di carta spariscono dalle librerie in un paio di mesi: gli eBook sono sempre disponibili…