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Editoria: Google incappa nell’antitrust

Ha avuto risonanza internazionale la notizia che il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha richiesto un supplemento di indagine sul progetto libri di Google. Per chi non avesse seguito il progetto, Google ha stretto una serie di patti con autori ed editori per digitalizzare praticamente tutti i libri in circolazione. L’utente finale può leggere una parte dei testi gratuitamente (in genere meno del 20%) e, pagando un abbonamento, accedere all’archivio generale o a parti di esso. Di questa somma una parte andava a Google (il 37%) e il resto ad autori ed editori. E fin qui niente da dire. Ma da dove nascono i contrasti sfociati poi in questa richiesta di supplemento di indagine, che non è una cosa di poco conto?
Le proteste hanno radici in una lunga storia che riguarda i cosidetti orphaned tests, ovvero i «testi orfani», cioè quelli senza un autore o un editore certo. Google ha da subito iniziato a digitalizzarli e ha tenuto per sé il totale dei ricavi.
Ma non è questo, o meglio non è solo questo, il motivo del contendere. Alcuni gruppi di autori e di editori vedono nell’accordo, e nel conseguente condono del già digitalizzato, una nascente posizione di monopolio da parte di Google su un’intera fetta dello scibile umano.
Di qui è scaturita la richiesta del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che vuole vederci chiaro e capire se, grazie agli effetti dell’accordo con editori e autori, Google si venga a trovare effettivamente in una posizione di dominio del mercato, o comunque di polo unico e totalizzante, cosa che precluderebbe di fatto la possibilità di accedere al mercato ad altri competitori.
Che l’atteggiamento di Google sia ai limiti dell’imperialismo virtuale è incontestabile: dove non domina compra, e la sua potenza economica e finanziaria ne sta facendo lentamente il padrone della rete, una posizione di potere infinito, pensate solo ai dati di tutti noi.
Si intravedono degli sviluppi orwelliani a voler metterci un po’ di fantasia (ma su internet, ricordate, la realtà supera ampiamente la fantasia, da sempre). Quindi rimaniamo vigili e aspettiamo gli sviluppi.
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