Caso Berlusconi-Noemi: ne parliamo con Patrizia e Giada De Blanck

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Tutto è iniziato i primi di maggio, quando la moglie del premier Berlusconi, Veronica Lario, in un comunicato stampa inviato a un’agenzia dichiara di voler divorziare dal marito. La goccia che ha fatto traboccare il vaso – già in passati altri screzi tra i due erano finiti sulle prime pagine dei giornali – sarebbe stata la partecipazione del premier alla festa per il diciottesimo compleanno di una ragazza, Noemi Letizia. Sembra che Berlusconi conoscesse già la ragazza, che lei sia stata sua ospite in diverse occasioni, ma non è chiaro che tipo di rapporto ci fosse tra i due. Ci fermiamo qui, non è la sede per entrare nel merito della questione né vogliamo farlo.

Vorremmo invece riflettere sulle dimensioni che ha assunto un fenomeno: è il primo vero caso di impeachment in Italia? Negli Stati Uniti uno scandalo del genere avrebbe travolto un governo (non per niente il termine «impeachment» viene dall’America e non è precisamente traducibile in italiano), e ce ne sono stati diversi, dal Watergate al più recente, e per certi aspetti analogo, caso Lewinsky. Quest’ultimo, giornalisticamente noto come «Sexgate», ha influenzato molto la seconda presidenza di Clinton, in particolare costringendo quest’ultimo a subire un lungo procedimento giudiziario per le accuse di spergiuro seguite alle sue dichiarazioni in merito. In Italia mai prima d’ora le vicende personali di un uomo politico hanno avuto tale risalto, sono finite al limite sulle copertine di qualche giornale scandalistico ma non al centro del dibattito politico. Invece ora c’è chi chiede le dimissioni e chi si prepara a votare la sfiducia. Staremo a vedere come si concluderà un fenomeno che molti non esitano a chiamare «tormentone», e forse hanno ragione se si considera che la stragrande maggioranza degli italiani sostiene che i problemi veri, quelli di cui stampa e politica dovrebbero occuparsi, siano altri.

Nel frattempo abbiamo voluto chiedere il loro parere in merito alla vicenda a due personaggi abituati a stare sotto i riflettori e al centro dell’attenzione della stampa: la contessa Patrizia De Blank, di cui la Armando Curcio Editore ha recentemente pubblicato l’autobiografia A letto col diavolo, e sua figlia Giada.

Alla domanda se l’attenzione dei media per la vicenda Berlusconi-Noemi sia esagerato, Patrizia ha risposto:

«L’atteggiamento dei mass media lo trovo esagerato! Un uomo di potere deve stare attento a quello che fa, però quando ci si mettono di mezzo i media esaltano tutto per scopi negativi. Quando sei un uomo pubblico devi avere una doppia attenzione a quello che fai. Devi sempre pensare che tutto ciò che fai lo possono far diventare scopo di propaganda negativa».

Giada:

«Quando si è famosi bisogna stare molto attenti perché i giornalisti montano le cose come vogliono. Io parto da un presupposto: che ognuno nella vita può fare quello che vuole, sbagliano i giornalisti che montano le cose invece di tutelare la vita privata. Se ci si pensa bene tutti quelli che lo infamano fanno solo congetture, ma non si dovrebbe accusare qualcuno e distruggere una famiglia senza avere neanche le prove».

Entrando invece nel merito, Patrizia continua:

«Penso, comunque, che sia una cosa innocente: avendo anche lui le figlie non credo che Berlusconi possa avere una relazione con una ragazzina. Credo che sia in buona fede. Non è una persona sprovveduta, ma in alcuni casi è ingenuo. Non pensa che alcuni suoi atteggiamenti possano nuocergli a tal punto».

Giada, che sa bene cosa significhi essere figlia di un personaggio al centro del gossip e stare lei stessa al centro dell’attenzione dei media, si mette nei panni della moglie e dei figli del premier:

«Con tutto questo polverone che hanno alzato, se io fossi la moglie di Berlusconi mi arrabbierei. Non credo che ci sia qualcosa di vero, ma da donna mi sentirei tradita e ferita. Mi metto nei panni di sua figlia e sapere che mio padre sta con una ragazzina della mia età mi farebbe molto male. Bisogna salvaguardare la vita privata delle persone, soprattutto le più deboli, come i figli ad esempio…».

A noi sono sembrate ottime risposte: indipendentemente dal proprio credo, un po’ di buon senso non farebbe male né alla stampa né alla politica. Sostanzialmente è quello che pensa la maggior parte degli italiani, come si è detto; basta fare un giro per i vari blog e forum per rendersene conto, per la stragrande maggioranza di coloro che scrivono si tratta di un tormentone gonfiato di giorno in giorno, sia a destra che a sinistra, per distogliere l’attenzione dai problemi veri.

 

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